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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Il ponte della 156, un salto nel vuoto

Mentre batte la grancassa per l'inaugurazione della strada che collega Sezze Scalo alla Monti Lepini, occorre focalizzare, prima che ci si perda dietro la pompa magna del taglio del nastro con immancabile statua dal costo poi  tutto da verificare e relativa sfilata delle autorità, alcune perplessità che il nuovo tracciato allo Scalo fa sorgere. E' evidente l'assoluta carenza di visibilità di cui soffre il ponte che sovrasta il nuovo tratto che collegherà  Latina a Frosinone. In entrambi i sensi di marcia, tanto che si provenga da Latina quanto da Sezze, la via appare un trampolino di lancio: come è chiaramente testimoniato dalle foto che alleghiamo, la strada si alza repentinamente fino ad arrivare alla sommità di un dosso che impedisce assolutamente la visibilità. La sensazione è quella di trovarsi come sulle montagne russe, laddove il percorso si inerpica  per poi improvvisamente precipitare. Fino a quella sommità non si sa bene cosa ci aspetti dall'altra parte.

Questo sta a significare che i mezzi provenienti dalle due direzioni di marcia si ignoreranno completamente, con tutto quello che ne conseguirà in termini di pericolosità. Fatto gravissimo per una importante arteria, che sarà molto trafficata, la quale sta appena nascendo, in piene polemiche relative ai tanti morti sulle strade, alla forte incidentalità soprattutto nella provincia di Latina e quando da tutti viene sottolineata l'importanza fondamentale della visibilità stradale al fine di ovviare all'alto numero di morti su strada. E' proprio questa, secondo le statistiche, una delle maggiori cause dei sinistri e proprio per questo ci si sta indirizzando verso l'eliminazione delle curve secche, dei dossi e delle cunette. Appare quantomeno strano che nella progettazione del nuovo tracciato della SR 156 non sia stata prevista la realizzazione della corsia di emergenza , che non sia stata prevista la doppia corsia per ogni senso di marcia e che dove il tracciato nuovo si interseca con strade già esistenti, come nel caso del ponte di cui parliamo, i tecnici non si siano posti il problema della visibilità quale strumento fondamentale e garanzia della sicurezza. Come è possibile dilapidare milioni di euro in opere prive di questi requisiti? Nascono come nuove ma possono già essere catalogate come vecchie. Come è stato possibile che nessuno nel tratto di Sezze Scalo da noi indicato si sia reso conto che si stava realizzando una sorta di trampolino di lancio? Il presidente dell'ASTRAL Giovan Battista Giorgi, che tanto si sta preoccupando della statua con il leone rampante da inaugurare, perché in termini di sicurezza non ha sollevato questo problema? Parla solo di tempi rispettati nella realizzazione. Ma di quali tempi parla? Perché girando nei diversi cantieri del territorio di Sezze della obbligatoria cartellonistica non abbiamo trovata traccia, tanto meno abbiamo trovato traccia dei tempi di riferimento. Comunque quello che ci preoccupa resta il problema per il quale siamo intervenuti. Il ponte allo Scalo rappresenta un salto nel buio e nel vuoto.

Sezze 13 Gennaio 2009

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