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Renata Polverini
chiarisca la situazione Astral
Abbiamo avuto modo di leggere su un quotidiano romano, in
data odierna, le dichiarazioni del consigliere regionale UDC
Pietro Sbardella, che ha manifestato perplessità nel merito
del mancato rinnovo del cda dell'Astral, scaduto ormai da
tempo. Dicendosi stupito dei ritardi, in quanto l'atteso
avvicendamento si sarebbe dovuto verificare da mesi,
Sbardella si dice sicuro che la presidente Renata Polverini
sia all'oscuro della vicenda e che in particolare non
conosca le novità interne dell'azienda regionale, tuttora
presieduta dal PD Giovan Battista Giorgi. Siamo in grado di
affermare che abbiamo mille ragioni per essere convinti del
contrario. |
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Seguiamo attentamente la
situazione Astral ormai da tempo ed in diverse occasioni,
ben prima dell'esponente UDC, abbiamo sollevato la
questione, interessandoci dei vari mutamenti interni e degli
spostamenti di personale, nonché degli avanzamenti di
carriera e delle assunzioni. Tramite il Gruppo Radicale alla
Regione Lazio, abbiamo inoltrato agli organi competenti
delle interrogazioni e delle richieste di accesso agli atti.
Naturalmente nessuno ha ancora risposto. Abbiamo anche
intrattenuto una corrispondenza con l'assessore Luca
Malcotti, il quale ha replicato in maniera evasiva e non
soddisfacente. Il problema è dunque ben noto dagli addetti
ai lavori, come ben si sa che il cda non ha ancora portato
all'approvazione il bilancio. L'atteggiamento della
Polverini non è quindi in alcun modo giustificabile. La
nostra sensazione è che gli incarichi in Astral, ci
riferiamo in particolare a quelli politici, rientrino in un
gioco più ampio, una sorta di puzzle nel quale andare ad
inserire, al momento opportuno, la pedina giusta per il PDL
e per il PD. Non dobbiamo dimenticare che a breve si
conoscerà l'esito delle amministrative nel comune di Latina
e che, in diverse occasioni, si è fatto il nome di Vincenzo
Zaccheo, ex sindaco, volutamente ai margini della campagna
elettorale, come possibile sostituto alla presidenza ora
nelle mani di Giorgi. Dati i legami tra i due, è facile
intuire che si sia pensato al primo come facente la funzione
di "tappo". Un tappo che impedisca la fuoriuscita del
"tanfo". Da tutta la vicenda emerge, comunque, uno sporco
gioco fatto sulla pelle dei cittadini, alla faccia dei tanti
"codici etici" di cui ci si riempie la bocca. Perché
nessuno, tanto a destra quanto a sinistra, ha sollevato la
questione facendone oggetto di argomento da campagna
elettorale? Giovanni Di Giorgi, candidato sindaco del PDL a
Latina, non ne ha parlato. Non ne ha parlato Claudio
Moscardelli, candidato PD. Eppure entrambi sono anche
consiglieri regionali ...
11 maggio 2011
Movimento Libero Iniziativa
Sociale
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