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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Restiamo dalla parte giusta, quella sbagliata

 

Nel 1994, con "Combat film", la RAI fece conoscere a tanti italiani lo scempio di Piazzale Loreto, con le salme di Mussolini e di Claretta Petacci esposte, insieme a quelle dei fucilati di Dongo, al ludibrio della folla. In tanti ebbero modo di vedere l'altra faccia della Resistenza. I telespettatori assistettero alle scene della fucilazione, da parte degli americani, di quattro giovani fascisti a S. Maria Capua Vetere.Videro Italo Palesse, ventidue anni, fumare spavaldamente l'ultima sigaretta. Dopo 50 anni sembravano cadere definitivamente verità precostituite, veniva alzato un velo sulla storia scritta da chi ha vinto, sui crimini degli antifascisti.

Si cominciava almeno ad intuire che eroi, martiri, generosi, ce n'erano anche dall'altra parte, nell'Italia della RSI e che canaglie, carnefici, violenti, albergavano pure nell'Italia della Resistenza. E che il confine tra le due minoranze in lotta ( l'Italia dei "normali"assisteva passivamente ) era labile. Alla RSI arrivarono coloro che cercavano un Fascismo socialmente rivoluzionario. Ed alcuni tra loro approdarono in un antifascismo specchio di un Fascismo "puro", non contaminato da compromessi ( con il Capitale, con la Chiesa, con la Monarchia ). In quanti passarono dal Fascismo rivoluzionario al Comunismo? In quanti tra i Repubblichini? Di questo è consapevole chi oggi, con dichiarazioni sconsiderate, torna ad alzare barriere ed a far rivivere lo spettro dell'antifascismo, solo per carrierismo?

Per una guerra civile come quella che insanguinò l'Italia in quegli anni non sono applicabili concezioni manichee della storia, tutti i buoni da una parte ed i cattivi dall'altra. La memoria storica di un popolo non va ideologizzata, così la Resistenza, nel rispetto dei morti di ambo le parti, non deve essere utilizzata strumentalmente ( come si tenta di fare oggi, quando ad usarla è l'antifascista dell'ultima ora Gianfranco Fini ).

Nelle vicende storiche niente si perde. Una certa eredità del Fascismo non si è persa dopo il 25 Aprile: la DC ha interpretato in versione materna il paternalismo del Fascismo regime; il Socialcomunismo il rivoluzionarismo del Fascismo movimento; il Neo Fascismo, la fedeltà ad entrambi, regime e movimento. Ci si può sentire popolo, comunità di destino, solo superando le guerre civili e scoprendo le comuni radici storiche. Ed in nome della memoria storica dei martiri di ambo le parti, vale la pena leggere il passo di una lettera tratta da "Lettere dei condannata a morte della Repubblica Sociale Italiana": " Li perdono, perdonateli anche voi! Non bisogna vendicarsi: la vendetta genera odio e l'odio spinge ancora alla vendetta. La Patria deve risorgere. Noi abbiamo tentato seguendo una strada, altri seguendone un 'altra. Noi non siamo riusciti. Faccia Iddio che il sangue versato da entrambi non abbia bagnato invano la nostra terra. Faccia si che la nostra Patria risorga".

Un brano dall'insegnamento chiarissimo, che Fini probabilmente non ha letto. Se lo ha letto non lo ha capito.

Nel tempo degli antifascisti in carriera, continuiamo a restare dalla parte giusta: quella sbagliata.

20 Settembre 2008

Lanfranco Coluzzi  - Luigi Gioacchini

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