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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Rifugiati, chiarisca chi deve chiarire

La proposta partita da un consigliere comunale di Sezze, riferita ad un consiglio comunale "aperto" sul "caso rifugiati politici", appare una boutade. Di cosa si dovrebbe andare a discutere? Ci sono delle indagini in corso, un'inchiesta aperta, delle situazioni che gli inquirenti stanno cercando di ricostruire. Si parla di indagati, di avvisi di garanzia e vengono ipotizzati reati, dall'associazione per delinquere alla truffa ai danni dello Stato. Si sussurra di coinvolgimenti da parte di esponenti politici e di cooperative, riferite più o meno direttamente ad amministratori. La vicenda è ampia ed interessa non solo il comune di Sezze, ma anche quelli di Bassiano e Roccagorga e, stando a notizie di cronaca, Maenza. Allo stato dei fatti, però, i cittadini sanno ben poco. Ben poco dovrebbero sapere gli amministratori, almeno per quello che riguarda le indagini, che sono naturalmente coperte dal segreto istruttorio.

Essendo questa la situazione, l'eventuale "consiglio comunale aperto" di cosa dovrebbe andare ad occuparsi? Si dovrebbe discutere solo di ipotesi, senza conoscere nella sua interezza la vicenda ed i suoi ulteriori sviluppi? Dovere dell'amministrazione, al di là di queste uscite demagogiche, sarebbe invece quello di chiarire, cosa che fino ad ora è mancata, tutta quella parte della storia che la interessa e coinvolge. Dal sindaco di Sezze Andrea Campoli ancora non arriva una parola sulle dimissioni del suo vicesindaco Umberto Marchionne. In tal modo, di ufficiale è rimasta soltanto la relativa comunicazione che ha pubblicizzato l'atto, quella che fa espresso riferimento all'assessore regionale alle politiche sociali Aldo Forte e ad un impegno presso il suo assessorato, cui sarebbe stato chiamato l'ex vicesindaco. Cosa a tutt'oggi rimasta senza riscontro. Forte continua a tacere come il primo cittadino di Sezze. Tace anche l'Udc provinciale, partito di Forte e Marchionne, sbattuto fuori dalla maggioranza a Sezze insieme al vicesindaco. Tace il presidente della Regione Lazio Renata Polverini, che mantiene il più stretto riserbo su uno scandalo senza precedenti, tace il vescovo della diocesi su una vicenda al centro della quale ci sono poveri cristi provenienti dai paesi africani  per essere sfruttati. Ancora non conosciamo, come semplici cittadini, l’entità del flusso di denaro che interessa il caso. Leggiamo di cifre milionarie, ma ancora siamo nel campo delle illazioni. Mentre tutti coloro che sono preposti istituzionalmente, come detto, tacciono, di cosa dovrebbero andare a parlare i cittadini che di questa storiaccia conoscono solo i vergognosi contorni che possono leggere sugli organi di informazione? Dei 50 articoli pubblicati? E con chi, con una amministrazione che non ha più alcuna credibilità?
Visto il non-sense dell'andare a discutere di questioni che ancora non si conoscono, avendo magari come interlocutore qualcuno che potrebbe essere direttamente coinvolto, soprattutto nel rispetto del lavoro della magistratura sarebbe il caso di cominciare a fare le persone serie. Delle spiegazioni debbono essere fornite, certamente non dai cittadini, ma dalle Istituzioni. Vengano a chiarire la vicenda  Renata Polverini, Aldo Forte, l'ex vicesindaco di Sezze nonchè ex assessore ai servizi sociali Umberto Marchionne, i funzionari dei vari enti, dalla Regione al Comune, che si occupano di accoglienza. I cittadini ascolterebbero con interesse.

Sezze 20 Agosto 2011

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