lavocelibera.it

Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Dalla RSI alla RC

Il 4 Aprile, una nostra rappresentanza ha partecipato alla inaugurazione del Museo della R.S.I., a Latina in Piazza San Marco. Eravamo curiosi, al di là del doveroso omaggio, di verificare se il sindaco Vincenzo Zaccheo, passato con quelli che ritengono tale esperienza "male assoluto", avrebbe avuto la faccia tosta di farsi avanti. Per sua fortuna, avendo conservato un residuo margine di vergogna o l'istinto di conservazione, ha preferito disertare l'appuntamento. D'altronde ci sarebbe entrato come i cavoli a merenda. Al suo posto ha mandato il democristiano Bruno Creo, un cavolo a merenda. Zaccheo però, non sta mancando altri appuntamenti. Lui che negli ultimi anni è stato assente sistematicamente su tutto il territorio della provincia per curare il proprio orticello, si materializza, in questa fase di costituzione del PDL, in questo o in quel comune.

Ad esempio, da buon neo popolare, si è fatto vedere in quel di Sezze insieme a ciò che  rimane della sparuta pattuglia locale di AN, al fine di " incoronare " quale segretario setino del PDL, il comunista Rinaldo Ceccano. Per chi non lo sapesse, quest'ultimo è stato segretario provinciale, consigliere provinciale e comunale di Rifondazione Comunista e quindi dei Comunisti Italiani. Personaggio di spicco a Sezze nell'ultimo decennio del PCI, vicesindaco nelle giunte comuniste di Giancarlo Siddera, è uno di quelli che, non essendo riuscito ad entrare nel costituendo PD, avendo capito che con l'altro PD c'era solo una L di differenza, si è riciclato in quest'ultimo, il PDL. Conoscendo molto meglio degli altri Vincenzo Zaccheo, al quale prima o poi sgraneremo tutto il rosario, non ci meravigliamo della sua spregiudicatezza morale ed ideale, ma sappiamo anche dove vuole andare a parare. Questo suo agitarsi nel tentativo di mettere il cappello su diverse situazioni locali, non è finalizzato all'interesse del PDL, quanto piuttosto al suo tornaconto, politico-personale. Come è sempre stato. Infatti, da sempre, la sua tattica è finalizzata al "divide et impera". Sta cercando di costruirsi un gruppo di suo riferimento che poi venderà al miglior offerente, per l'acquisizione di posizioni di rendita. Ma questo PDL si può capire una buona volta che cosa è? Esiste, non esiste, ha una sua struttura, non ce l'ha. Perché se ognuno dei suoi componenti può permettersi di andare in giro tessendo la tela a proprio piacimento, con personaggi incredibili e poco credibili, a soli fini personali, appare sempre più  terreno di ricatto nelle mani di politici spregiudicati. Alla Zaccheo, alla Salvatore De Monaco, alla Peppe Mochi, alla Fabio Martellucci e cortigiani vari.

7 Aprile 2009

Movimento Libero  Iniziativa Sociale - lavocelibera.it