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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Sanità lepina, un fallimento annunciato

Sanità sguarnita sui Monti Lepini: non era da aspettarselo? L'assoluta mancanza di lungimiranza politica ed amministrativa e gli interessi di bottega e di campanile, che hanno contraddistinto le gestioni della locale USL fino all'attuale ASL, hanno determinato il fallimento degli ospedali di Sezze e di Priverno. Inutile tornare a denunciare le responsabilità di chi ha costruito le proprie fortune politiche e personali andando a ricoprire incarichi dirigenziali. Inutile tornare a dibattere dei miliardi di vechie lire dilapidati in opere che sarebbero rimaste sicuramente inutilizzate, dalle sale chirurgiche alle mense. E' però doveroso sottolineare che mentre i partiti del consociativismo, dal PCI alla DC passando per il PSI, erano intenti a spartirsi la torta delle lottizzazioni, c'era chi chiedeva, come l'MSI di Sezze, con lo sguardo rivolto al futuro, di abbandonare l'orticello del piccolo interesse per puntare alla creazione di un importante presidio ospedaliero per tutta l'area territoriale (dai Lepini a Sabaudia e Pontinia) da realizzare in una zona facilmente raggiungibile da tutti,  individuata in prossimità di Ceriara.

Hanno sempre prevalso gli interessi dei bottegai, così piuttosto che preoccuparsi della salute dei cittadini si è continuato a gestire la politica sanitaria intesa come fonte di fortune non solo politiche e considerata come "cosa nostra". E parliamo di responsabilità trasversali, che vanno dal centrosinistra al centrodestra, da Badaloni a Storace per arrivare a Marrazzo. Così appaiono ridicole certe strumentali manifestazioni di protesta messe in atto mentre il proprio sindaco inaugura, insieme a chi la sanità ha affossato, qualche opera. Se non si trattasse della salute pubblica verrebbe da ridere nel leggere, di fronte al disastro attuale, alcune dichiarazioni di amministratori locali, ad esempio il Sindaco di Sezze, che con vera e propria faccia tosta affermano che si sta potenziando il locale nosocomio. Non ci volevano degli scienziati della politica per intuire che il futuro della sanità sarebbe stato nelle specializzazioni, come era facilmente intuibile che queste non si sarebbero potute realizzare in centri come Priverno o Sezze. Solo grandi infrastrutture facilmente raggiungibili avrebbero potuto rispondere a tali esigenze. Invece no, si è proseguito sulla strada della tutela degli interessi di bottega o della cura del proprio orticello di voti, piuttosto che andare incontro alle esigenze dei cittadini. Un dato ci sentiamo in dovere di sottolineare: molti di coloro che oggi si strappano le vesti per il disastro della sanità da Latina ai Monti Lepini, ieri militavano con noi nel MSI  e vedevano con fiducia il progetto del grande presidio ospedaliero di area, che doveva essere complementare a quello di Latina. Un progetto che era sposato anche dall'attuale Sindaco Vincenzo Zaccheo, all'epoca segretario provinciale e consigliere regionale missino. Perché il progetto è stato accantonato? Perchè da quando AN è forza di governo con il centrodestra tutto è passato nel dimenticatoio? Priverno è governata dal centrodestra, Sezze lo è stata. Così il Sindaco Macci va ad inaugurare le rotonde insieme a chi ha avuto ben altri orientamenti per la sanità Lepina e nello stesso contesto ritroviamo iscritti ad AN che protestano per la chiusura dell'ospedale di Priverno. Solo contro Mazzazzo però, ignorando le altre corresponsabilità.

27 Gennaio 2009

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