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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Sezze e l'ordine pubblico

Allarme ordine pubblico a Sezze? Noi lo abbiamo lanciato in tempi ampiamente non sospetti. E se, periodicamente, in occasione di fatti particolarmente eclatanti come quelli di questi giorni che hanno interessato le zone di Crocemoschitto e dello Scalo, si torna a parlare del "fenomeno", non ci stupiamo più di tanto. Quando, soli, di fronte all'indifferenza delle istituzioni locali e di chi sul "fenomeno" ha lucrato e lucra, denunciavamo i pericoli che potevano nascere da una invasione senza controllo ed irregolare del territorio comunale di Sezze da parte di stranieri in genere, più di qualche volta ci siamo visti affibbiare la patente di razzisti o xenofobi. La questione immigrazione selvaggia, d'altronde, è stato un punto fondamentale del programma elettorale della lista Iniziativa Sociale, l'unica a farne una delle questioni principali da affrontare e risolvere, a differenza di tutti gli altri che non ne hanno parlato, o ne hanno parlato solo in termini di "integrazione", ma con il solo fine di ottenere voti da quegli stranieri che ne avevano acquisito il diritto.

Tanti immigrati, sottopagati, sono stati anche utilizzati, dai diversi partiti, per gli attacchinaggi dei manifesti elettorali! Una vera e propria ipocrisia: in cambio di un certo numero di preferenze si è abbandonato il paese a se stesso. Ipocrisia nell'ipocrisia: nel coro di chi oggi grida al lupo, c'è chi ieri ha favorito l'invasione incontrollata. Pretestuosamente, in ogni occasione delittuosa, viene evocata la presenza delle forze dell'ordine. Ma, obiettivamente, queste fanno quello che possono fare. Se la politica locale ha creato queste condizioni di disagio e di insicurezza, disinteressandosi sistematicamente  di quanto è avvenuto nel corso degli anni nel territorio comunale, letteralmente occupato da stranieri in tutte le sue aree, periferiche e centrali, non prevenendo, troppo facile adesso invocare la questione ordine pubblico. Le responsabilità sono evidenti e vanno attribuite per intero ad una classe inetta di amministratori. Ci rendiamo conto che la situazione è sfuggita di mano. Quello che non vogliamo vedere, solo oggi, è l'ennesimo politico che, ben oltre la zona Cesarini, intenda cavalcare la tigre del malcontento popolare. Farebbero molto meglio, costoro, a riconoscere il proprio fallimento nell'arginare il "fenomeno". Farebbero molto meglio ad alzare bandiera bianca ed a rimettersi nelle mani della Prefettura, per affrontare il problema, ammettendo le proprie incapacità.

26 Agosto 2010

Movimento Libero  Iniziativa Sociale - lavocelibera.it