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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Sezze, spettacolo indecoroso

Un'amministrazione coinvolta, in modo più o meno diretto, nello "scandalo rifugiati politici", che invoca, chiaramente in maniera strumentale, una commissione di indagine consiliare, quindi interna; dei consiglieri, cioè, che andrebbero ad "indagare" su una attività che  investe anche l'amministrazione di cui fanno parte, è quantomeno poco credibile. Viste anche le contrapposizioni tra gruppi di firmatari, il tutto sta assumendo i contorni di una operetta. Ma su situazioni serie come quella che ha investito, partendo da Sezze, i comuni di Bassiano, Roccagorga e, stando a notizie giornalistiche, anche Maenza, su un flusso di carne umana trasformato in business, c'è poco da polemizzare. Ci sono delle indagini in corso, la Magistratura sta seriamente indagando e le diatribe tra amministratori  interessati  a sollevare cortine fumogene, non potrebbero rappresentare un intralcio rispetto al prosieguo dell’inchiesta?

Si tratta di un dibattito fuorviante che inquina ancor di più una situazione già torbida. La sola voce a doversi far sentire chiara e forte, è l'unica che manca: quella del sindaco di Sezze Andrea Campoli. Torniamo a sottolineare che il bubbone è scoppiato con le "tempestive" dimissioni del suo vicesindaco Umberto Marchionne, giustificate in maniera sibillina: a tutt'oggi, nonostante le nostre pressanti richieste e due interrogazioni fatte presentare in Regione Lazio tramite il gruppo consiliare dei Radicali, non si è fatta chiarezza sul caso, soprattutto da parte dell'assessore alle politiche sociali Aldo Forte, chiamato direttamente in causa dal comunicato che le annunciava. Campoli, in questo periodo, ha parlato di tutto, tranne che del caso rifugiati. Eppure "qualcosa" è successo: blitz dei carabinieri, indagini sulle cooperative e relativa attività di "accoglienza", nove indagati, un flusso di denaro sul quale si cerca di fare chiarezza. Ed il primo cittadino setino non vede, non sente, non parla. Si beccano invece tra loro i diversi consiglieri, rinfacciandosi gestioni pregresse, quelle degli ultimi 12 anni (perché proprio 12?) o altre situazioni sulle quali tuttora si attende l'esito delle indagini condotte dagli organi inquirenti. Bene avrebbe fatto, il consigliere che vi ha alluso tramite stampa, ad essere più chiaro, dando la possibilità a tutti di capire a quale di queste si sia riferito.

Resta il nostro sconcerto di fronte all'indecoroso spettacolo che sta offrendo di Sezze questa classe politica e la speranza che quanto prima sia fatta piena luce sulla vicenda, con l'individuazione dei responsabili.

Cosa che non potrebbe certamente arrivare da una qualsiasi "commissione d'indagine" consiliare.

16 agosto 2011

Movimento Libero  Iniziativa Sociale - lavocelibera.it