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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Sezze, strategia del silenzio

Ci chiediamo, in tutta onestà, come i sezzesi possano continuare a credere di vivere in un paese, diciamo così, normale. Perché, a fronte delle tante vicende che lo stanno interessando, non è possibile chiudere gli occhi. Eppure è così. I servizi sociali di Sezze e tante cooperative del settore sono al centro di uno scandalo senza precedenti, riferito alla gestione dei finanziamenti finalizzati all'accoglienza dei rifugiati politici. Uno scandalo che attraversa trasversalmente le forze politiche rappresentate in consiglio comunale, dal centrodestra al centrosinistra passando per il cosiddetto Terzo Polo, per intenderci dall'area berlusconiana a quella democratica passando per Casini, con ipotesi di reato gravissime, dall'associazione per delinquere alla truffa ai danni dello Stato. Un vero e proprio terremoto politico, ma i sezzesi? Il sindaco che hanno votato, Andrea Campoli, di fronte ad una tempesta del genere sembra preoccuparsi del buon nome della città, cercando di far dimenticare, ma Movimento Libero Iniziativa Sociale glielo rammenta, che tutto è cominciato con le dimissioni del suo vice sindaco Umberto Marchionne, suo assessore ai servizi sociali, direttamente coinvolto nella vicenda.

Dimissioni giustificate, tramite delle dichiarazioni dallo stesso Campoli avallate, con un trasferimento presso l'assessorato regionale alle Politiche Sociali gestito da Aldo Forte. Un trasferimento sul quale non si è fatto mai chiarezza, nonostante le interrogazioni presentate dai consiglieri regionali Radicali alla presidente Renata Polverini ed allo stesso Forte. I cittadini di Sezze credono in un primo cittadino che lascia intendere che di quanto avvenuto era completamente all'oscuro? Un sindaco che nomina persone di sua fiducia, alle quali affida lui stesso incarichi delicatissimi, può poi sostenere di non essersi avveduto di niente? Se è così, gli amministrati hanno veramente di che preoccuparsi!
La realtà è che in questa città  su avvenimenti e situazioni gravi  si tenta di porre una cappa, confidando nell'indifferenza dei più. Si è cercato di porla sulla vicenda dell'Ecomostro, quella dell'Anfiteatro abbattuto per far posto ad una colata di cemento, si sta cercando di porla anche sui lavori infiniti, ormai ultradecennali, dell'ex Monastero di Santa Chiara. E sul fiume di denaro che li ha interessati nel corso di questi anni. Si tace sui lavori interrotti della Strada Regionale 156, che sono andati a bloccarsi, incredibile ma vero, di fronte ad un lago ed a una montagna, dopo che la stessa era stata "inaugurata" già due volte e data per ultimata. Continuano i silenzi su opere come quelle che riguardano oramai da anni la zona della Vallicella, relative ad aree di sosta che potevano essere utilizzate dal pubblico, ma sono state affidate a privati, di fatto sottraendole alla comunità. Una cappa anche sulla situazione del Tennis Club di Via Piagge Marine, interessato da costosi lavori che ristagnano nell'abbandono e nel disinteresse.
Per il primo caso, quello dei rifugiati politici, e per gli altri elencati, parliamo di cifre ultramilionarie. Un fiume di denaro di cui non si parla, fuori da qualsiasi dibattito. Dovrebbe essere chiaro, anche alla luce dei recenti avvenimenti, il perché di questi silenzi e delle mancate risposte ai tanti interrogativi. Chi dovrebbe rispondere? Chi dovrebbe parlarne? E soprattutto come è possibile che tale situazione perduri ormai da anni e continui?


Sezze 25 Novembre 2011

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