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"Sinistre" inaugurazioni
Nuovo dato "trionfale" per la provincia di Latina. Un altro
record. Tra le 50 strade d'Italia dove si muore di più, ai
primi 5 posti, insieme al Raccordo di Roma ed alla
Nettunense, ecco la Pontina. La classifica è stata stilata
dal Ministero dei Trasporti. " Si tratta - ha spiegato il
ministro Altero Matteoli - di tratte ad altissimo rischio,
ben note alle cronache negli ultimi 20 anni. Fatto che
indica chiaramente come su di esse non sia stata fatta fino
ad oggi una azione specifica". La Pontina resta dunque al
top della pericolosità. Per essa sono state spese finora
tante parole senza che sia stato fatto nulla. Parola di
Ministro. La sua pericolosità - ha scritto Lilli Garrone sul
Corriere della Sera di ieri, in cronaca di Roma - è stata
più volte segnalata e, secondo una indagine ACI ed ISTAT, la
Pontina ha il triste primato di ben 3,09 incidenti per ogni
chilometro. |
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Dopo la Romea è la strada più pericolosa d'Italia. Insomma,
con un piccolo sforzo si potrebbe diventare anche primi. Con
buona pace dell'ASTRAL, l'azienda del Lazio addetta alla
sicurezza stradale, e del suo presidente Giovan Battista
Giorgi. Il quale, proprio oggi, inaugura ben tre rotonde
della "nuova 156", nei territori comunali di Priverno e
Sezze, con rispettive "sculture" di stemmi municipali e
carciofi vari. In contemporanea, insieme ai soliti
presenzialisti, tra i quali Marrazzo e Cusani (presidenti
della Regione Lazio e della Provincia di Latina), viene
inaugurato anche quel ponte sulla SR 156 in territorio di
Sezze, che il nostro Movimento ha denunciato come
pericolosissimo per la scarsa visibilità, dovuta alla
variazione repentina dell'andamento altimetrico. Questo
quando, giusto ieri, a pochi chilometri di distanza, sulla
stessa arteria in prossimità dello stabilimento Pfizer, due
giovani perdevano la vita in un ennesimo incidente. L'ASTRAL,
il cui presidente si è trovato pochi mesi fa al centro di
uno scandalo denunciato dal quotidiano romano Il Tempo, sul
quale ancora non si fa definitiva luce, forse dovrebbe
investire effettivamente in sicurezza più che in paginate
pubblicitarie sui giornali ed inaugurazioni varie. Ed un pò
di trasparenza non guasterebbe. Sul periodico "il Caffè di
Latina", a proposito di affari e politica, in una inchiesta
incentrata sulla "casta dei consulenti", l'azienda di Giorgi
viene indicata tra quelle che non forniscono alcuna
indicazione sui dati relativi agli incarichi e consulenze
esterne ed interne. Indicazione obbligatoria per legge dal
2001. Eppure Giorgi ha sempre vantato la presunta
trasparenza dell'agenzia regionale da lui presieduta. Anche
questo è un dato da meditare, perché al centro di quello
"scandalo" di cui si è occupato "Il Tempo" c'erano
incarichi, consulenze, assunzioni facili.

23
Gennaio 2009
Movimento Libero Iniziativa
Sociale
- lavocelibera.it |