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SR
156, lavori tutti da chiarire
Il TG 3 Lazio ha denunciato per l'ennesima volta l'estrema
pericolosità delle strade regionali, rimarcando soprattutto
quella delle arterie che attraversano la provincia di
Latina, tra le più pericolose d'Europa. Sarebbe ora, a
parere di Movimento Libero Iniziativa Sociale, che si
iniziassero ad individuare i responsabili di questa
disastrosa situazione. Perché, al di là delle cosiddette
stragi del sabato sera, al di là delle questioni legate
all'abuso di alcool, all'utilizzo di droghe ed all'alta
velocità, resta il dato incontrovertibile della precaria
sicurezza delle strade, le cui condizioni richiamano i
doveri ai quali non debbono e non possono sottrarsi la
presidenza della Regione Lazio, attualmente nella figura di
Renata Polverini, l'assessorato competente, nella persona di
Luca Malcotti e l'Astral, di cui è presidente Titta Giorgi. |
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Poco ci interessano le loro appartenenze politiche, che
vanno dal PDL al PD, in quanto di fronte ad un altissimo
tasso di incidentalità, spesso mortale, esse hanno
importanza alcuna. Sarebbero molto più determinanti le
rispettive, specifiche competenze in materia, che restano
dubbie, stando ai risultati. Non molto tempo fa si è
proceduto ad una ennesima inaugurazione, quella del tratto
di strada della variante SR 156 da Ceriara a Sezze Scalo.
Una variante tuttora non completata, in cui è vietato il
transito ai veicoli di peso superiore alle 7,5 tonnellate.
Perché questa inspiegabile inaugurazione? Si parla tanto, e
spesso a sproposito, di sicurezza stradale e viene
"inaugurato" un tratto che non fa che aumentare la
pericolosità della stessa arteria, come dimostrato dalla
interdizione di cui sopra. L'innesto nei pressi della
rotatoria posizionata sulla via Migliara 47, in direzione di
Frosinone, risulta caotico, come lo è ancor di più quello in
direzione di Sezze Scalo. Da statistiche sulla incidentalità
della strada, il tratto della SR 156 nei pressi di Mole Muti
è risultato il più pericoloso. La genialità di qualcuno ha
voluto che il traffico in uscita dalla variante 156 venisse
convogliato proprio su quello, creando un incrocio a raso
tra la SR 156 e lo svincolo provvisorio verso il tratto
della variante in direzione Sezze Scalo, la cui messa in
sicurezza è a dir poco approssimativa. Il presidente Astral
Titta Giorgi dovrebbe altresì spiegare quali sono state le
cause che hanno portato al blocco dei lavori e per quale
motivo questi sono stati dati per conclusi, pur non essendo
tali, prima a dicembre 2009, quindi a giugno 2010. E a
tutt'oggi, piuttosto che ultimarli, si procede
esclusivamente ai sondaggi a ridosso del ponte sulla
ferrovia, perché il mancato assestamento del terreno di
riporto, cosa incredibile e paradossale, sta portando a
continui cedimenti del tratto stradale a ridosso dello
stesso ponte. Quale genio non ha messo in conto questa
possibilità, prima che i lavori venissero cantierati? Di
tale grave approssimazione non risponderà nessuno? Ci dica
Giorgi, o per lui l'assessore Malcotti, quale è la variante
al progetto iniziale nel tratto a ridosso delle sorgenti
delle Sardellane. Ci speghino perché le chilometriche della
SR 156 sono state riportate sull'intero tratto della
variante, scelta che può causare problemi non indifferenti
in caso di incidenti. Venga infine chiarito cosa ha condotto
a giustificare l'installazione di un semaforo nel tratto
della SR 156 a Sezze Scalo, tratto delimitato dall'Anas, e
quali sono state le spese degli impianti semaforici sui
tratti delimitati. Queste non dovrebbero essere a carico del
comune attraversato dal tratto di strada? Movimento Libero
attende, fiduciosamente, anche per conto dei tanti cittadini
che seguono con attenzione il nostro impegno sulla questione
Astral, tuttora aperta, tutte le delucidazioni del caso,
naturalmente con i dovuti interventi, indispensabili per una
reale e non fittizia, messa in sicurezza.
12 Agosto 2010
Movimento Libero Iniziativa
Sociale
- lavocelibera.it |