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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Sull'Ecomostro di Sezze aumentano le perplessità

Che sulla questione "Ecomostro" (la devastante struttura che ha ferito irreversibilmente quella che era la zona dell'Anfiteatro di Sezze, Latina) si siano "incartati", tanto a livello di amministrazione comunale e provinciale quanto a livello regionale, è ampiamente provato dal rigoroso riserbo e dal totale silenzio che tutti gli amministratori stanno mantenendo. Mentre ancora non pervengono repliche di alcun tipo e tanto meno risposte dettagliate, nonostante la pressante azione di Movimento Libero Iniziativa Sociale, da parte della presidente della Regione Lazio Renata Polverini e dagli assessori competenti della sua giunta, alle precise interrogazioni sull'argomento, loro rivolte tramite il Gruppo Radicale, siamo in grado di affermare che l'assessorato ai Lavori Pubblici del Comune di Sezze è completamente nel pallone. In un documento ufficiale, che non apporta niente di nuovo che già non si sappia e che non sia già ampiamente scontato, colpiscono però due dati: l'ammissione che, dopo i milioni di euro spesi, ancora non sia stato approvato il collaudo amministrativo e che non c'è ("per ovvie ragioni", dice l'assessore Pietro Bernabei: è nel documento) collaudo strutturale.

L'intervento di "ristrutturazione" (così viene definito dall'assessorato) di quello che era il Teatro Sacro Italiano di Sezze "non ha consentito di rendere la struttura agibile" (parola di assessore). Naturalmente, aggiungiamo noi, "per conseguire l'obiettivo della agibilità e funzionalità questa Amministrazione - sempre parola di Bernabei - ha predisposto un nuovo Progetto". Quindi, per dirla in parole povere che qualcuno vorrebbe tradurre in soldoni, via al "completamento" delle opere con un III Lotto. Il famoso Lotto, che dopo il primo ed il secondo ampiamente finanziati tramite DOCUP, nessuno vuole più finanziare. Un Lotto che prevede, nelle intenzioni di chi ci amministra, un ulteriore e definitivo scempio dell'area, con la realizzazione, udite udite, addirittura di una tensostruttura: un nuovo ecomostro in prossimità di quello già realizzato. Ma dove si raggiunge il ridicolo, è questo il secondo dato, è quando l'assessorato fa riferimento alle azioni che l'Amministrazione intende intraprendere per reperire le risorse finanziarie necessarie. Visto che con i fondi pubblici si è raschiato il fondo del barile, a che cosa pensano i nostri solerti amministratori? Ai fondi privati. "Un’ipotesi per finanziare la realizzazione del Progetto che questa Amministrazione sta valutando è quella che fa riferimento ad un appalto in project financing": sempre parola di Pietro Bernabei. Questo starebbe a significare che, dopo avere usufruito di soldi pubblici, di milioni di euro, si ricorrerebbe a privati per terminare l'opera, "a fronte di una gestione pluriennale ed altre condizioni tutte da definire". Quindi, un'opera destinata al pubblico andrebbe utilizzata da privati con un apporto minimo di denaro. Ricordiamo a questi scienziati dell'amministrazione, che questa ipotesi non sta né in cielo né in terra. La Corte dei Conti, nella relazione del 20 gennaio 2011 alla Commissione Bilancio della Camera, ha affermato chiaramente: "Il project financing è un valido strumento di coinvolgimento dei privati per la realizzazione di opere pubbliche, purché venga realizzata integralmente con capitali privati, limitando la eventuale contribuzione pubblica ad importi non significativi". Non ci sembra proprio il caso di Sezze, dove ci stiamo trovando di fronte ad un'opera già interamente finanziata con capitale pubblico. Piuttosto ci venga definitivamente chiarito come tale capitale sia stato utilizzato e, trattandosi di finanziamenti tramite DOCUP, se non sia stato utilizzato impropriamente.

19 maggio 2011

Movimento Libero  Iniziativa Sociale - lavocelibera.it