|
 |
Chi tutela i più deboli?
Quella del salario minimo garantito è una delle battaglie
caratterizzanti l'impegno politico della "destra sociale".
Quanto successo alla Regione Lazio ci indigna. La proposta
del presidente Piero Marrazzo a favore del salario minimo
garantito è stata avversata, vergognosamente, da Alleanza
Nazionale e Forza Italia (cosa che non ci ha stupito), che
sempre più vanno caratterizzandosi come "destra economica"
fra le più deleterie. Accusare di demagogia un provvedimento
che consente, a quei nuclei familiari che non riescono a
mettere insieme il pranzo con la cena, di poter avere un
minimo di sostegno economico, è indecente. Questa PDL appare
sempre più ancorata alla tutela dei diritti dei più forti e
dei più ricchi; di coloro che non hanno problemi, tanto meno
di carattere pecuniario. |
|
E' proprio su un provvedimento di tale tipo che una forza
come AN, che si autoproclama erede delle idealità e dei
valori del MSI, avrebbe dovuto far evidenziare la propria
presunta peculiarità rispetto a FI, superando gli steccati e
votando per il provvedimento di Marrazzo. Così non è stato.
E' stato in tal modo sollevato ancora più in alto quello
steccato che divide la costituenda PDL dai valori
solidaristici, sociali, popolari, della vera Destra. Si
stanno sempre più evidenziando le caratteristiche del
rinnovato panorama politico italiano, che vede realizzarsi
uno scellerato patto tendente ad eliminare dal quadro
generale la presenza di una politica a favore dei meno
abbienti e dei più deboli. Una politica affamatrice che si
affianca a quella tendente a restringere gli spazi di
democrazia. Una presa di posizione reazionaria che va a
cozzare contro quanto invece sta succedendo nel Comune di
Roma, dove sta passando la proposta relativa al "mutuo
sociale", quello garantito dall'ente locale, che permetterà
a chi non ha casa di ottenerne una di proprietà pagando un
massimo del 20% del reddito familiare. Evidentemente in casa
PDL le idee sono alquanto confuse o si va per partito preso:
mutuo sociale "si" nella Roma di Gianni Alemanno, salario
minimo garantito "no" nel Lazio di Piero Marrazzo. Forse il
coordinatore regionale di AN, Aracri, ha idee migliori per
venire incontro ai bisogni dei disoccupati laziali? Oppure
vive talmente lontano da queste necessità da non sentirle
sulla propria pelle? Sarebbe interessante che esponenti di
spicco come il suddetto, facessero sapere come vengono
utilizzate alcune aziende regionali, a totale capitale
pubblico, al fine di "sistemare" parenti stretti, amici,
amiche. O come certi sindaci di comuni capoluogo riescano ad
ottenere, nella capitale, appartamenti a prezzi di favore.
Quando c'è chi non ha lavoro e non ha casa. La verità è che
si è creata una oligarchia, spesso trasversale, che,
arrivata ad occupare incarichi politici di rilievo grazie a
battaglie nelle quali non credeva, queste si utilizzate
demagogicamente, ora le ha completamente messe da parte,
occupata come è a difendere solo i propri interessi. A
queste vicende laziali vanno ad affiancarsi quelle
nazionali. Abbiamo sentito il premier Silvio Berlusconi
sostenere, a proposito del salario minimo garantito ai meno
abbienti, che provvedimenti di tal fatta incentiverebbero la
disoccupazione, dimenticando che nei paesi più avanzati
dell'Europa questo istituto è ormai praticato da decenni. La
verità è che la classe politica italiana preferisce
dimostrare "solidarietà" alle grandi banche o alle grandi
aziende.
7 Marzo 2009
Movimento Libero Iniziativa
Sociale
- lavocelibera.it |