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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Tutto poco serio ...

Il consigliere comunale Antonio Piccolo, della Nuova DC, lancia Antonio Vitelli, consigliere comunale eletto in una lista civica, come candidato del PDL nel collegio di Sezze alle prossime elezioni provinciali. Tutti conoscono i trascorsi politici di quest'ultimo ed il percorso che gli ha consentito di "farsi le ossa". L'esperienza politica l'ha maturata attraverso dei passaggi ben noti agli elettori del centrodestra setino. Le "carte in regola" di Vitelli consistono soprattutto in una lunga militanza nel PCI - PDS - DS, con alcuni anni da assessore al bilancio nelle giunte socialcomuniste di Giancarlo Siddera. Quelle giunte, tanto per intenderci, che hanno condotto al disastro attuale nel campo della sicurezza, con l'invasione del paese da parte degli stranieri, ed in quello dei servizi, con la gestione da parte della Dondi del ciclo idrico-fognario.

Ben conoscendo gli elettori sezzesi di centrodestra, possiamo dire che essi non hanno l'anello al naso. Lo hanno già dimostrato, d'altronde, alle ultime elezioni per il rinnovo del consiglio comunale, quando hanno fatto raccogliere alla coalizione di centrodestra, che proponeva come candidato sindaco Serafino Di Palma, cioè uno proveniente da sinistra come Vitelli, un risultato inferiore al 15%, il più basso mai ottenuto nel centro collinare dei Lepini dalla coalizione di Fini e Berlusconi. E' stato evidente, in tale frangente, il rifiuto da parte di chi è sinceramente anticomunista, delle operazioni di trasformismo operate da soggetti provenienti dalla sinistra storica, nella quale hanno ricoperto incarichi di responsabilità. Grosse. Ci permettiamo di fare una considerazione: sarebbe mai possibile in una città come Sezze che la sinistra, il PD, proponga ai propri elettori un candidato sindaco o un candidato al consiglio provinciale proveniente da destra? La risposta è nella domanda. Questi signori, se veramente hanno meditato in maniera seria sui loro trascorsi, dovrebbero non solo fare innanzitutto pubblica ammenda riconoscendo gli errori, se non gli orrori, causati localmente dalla parte politica nella quale hanno per decenni militato, ma umilmente "mettersi in fila", dopo avere educatamente bussato alla porta. Evidentemente proposte come questa possono solo pervenire da chi è estraneo alla realtà politica locale e non conosce a quale tipo di pressione siano stati sottoposti a Sezze, in un clima da totalitarismo, tutti coloro che non si riconoscevano e non si riconoscono in quel gruppo di potere che per decenni ha condizionato, e condiziona tuttora anche con azioni trasformistiche, il normale sviluppo e la convivenza civile. Non sono certamente operazioni come questa, che si sta tentando di attuare da parte di chi spregiudicatamente approda in qualsiasi lido che gli possa offrire delle "possibilità", che possono portare ad una ipotetica unione o riunione delle forze di centrodestra e comunque anticomuniste. Non è certamente intorno a singole figure provenienti dal socialcomunismo che si può trovare il punto di aggregazione. Anzi! E' come se a Latina il PDL, cioè Vincenzo Zaccheo, proponesse agli elettori di centrodestra la candidatura di Domenico Di Resta

Sezze 13 Marzo 2009

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