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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Ultras Italia

In piena crisi economico finanziaria, con i mercati internazionali e nazionale traballanti, con migliaia e migliaia di imprese piccole e medie sull'orlo del baratro, con oltre 10.000.000 (diecimilioni) di italiani sulla soglia della povertà, con intere regioni nelle mani della criminalità organizzata, tanto che il governo si vede costretto ad utilizzare l'esercito nelle strade, si scopre che il vero problema della nostra povera Patria sono gli "Ultras Italia". Si, proprio loro, quelli che hanno accompagnato la nostra nazionale di calcio a Sofia (Bulgaria) per sostenerla. Quando in Italia, nemmeno fossimo agli albori della società industriale, si continuano a contare quotidianamente tre morti per cause di lavoro, la questione che ci attanaglia resta quella di qualche braccio alzato nel saluto romano, qualche croce celtica e presunte risse con tifosi bulgari sulle quali esistono versioni contrastanti.

Questa, secondo il ministro Ignazio La Russa, quello che litiga con il collega Maroni sulla vexata quaestio se in Campania ci si trovi o meno in piena guerra civile, è la vergogna nazionale. Qualche decina di ragazzi che avrebbero intonato "Faccetta nera", come il ministro senza ombra di dubbio avrà fatto tante volte in passato, o che avrebbero alzato il braccio in un gesto molto noto allo stesso La Russa, che sempre in passato lo ha sollevato diverse volte, diventano i capri espiatori sui quali questa destra- non destra continua a costruire una propria "verginità" finalizzata alla carriera. Avanti uniti nel nome dell'antifascismo: è questa la novella parola d'ordine dei vari La Russa, Fini, Alemanno, Gasparri, Matteoli, Urso ... e compagnia cantante. I quali dimenticano però di governare, per modo di dire, l'Italia insieme agli illustri colleghi padani. Gente come Umberto Bossi, Borghezio, Calderoli, che in numerose occasioni non hanno esitato a vilipendere i simboli dell'unità nazionale, dal Tricolore all'Inno di Mameli. Non possiamo dimenticare che solo qualche settimana fa, il senatùr sollevava il dito medio, in un gesto chiaro ed inequivocabile, nei confronti del nostro Fratelli d'Italia. Come mai nessuno dei così solerti esponenti di AN è intervenuto in maniera ferma per denunciare quello scandalo chiedendo gli indispensabili provvedimenti? La Russa che si offende per il vilipendio alla bandiera della Bulgaria non dovrebbe sentirsi ancora più offeso quando l'oltraggio viene indirizzato alla nostra bandiera? Perchè il ministro non si è risentito dei fischi che hanno sommerso l'Inno dell'Italia? Sa il ministro che i tre ragazzi fermati non sono stati accusati di devastazione, rissa, resistenza? Ma Ignazio La Russa lo sa che sta assumendo il ruolo, alla Tony Negri, di cattivo maestro? Perchè non può dimenticare che nelle sezioni del MSI da lui frequentate, campeggiavano ritratti e busti del Duce e si cantavano canzoni nostalgiche. Per non parlare poi dei saluti romani, che erano all'ordine del giorno. In quelle controllate da Alemanno, invece , prevalevano le bandiere con la celtica. E' in questo brodo di coltura che sono cresciute in buona fede generazioni di giovani. Troppo comodo oggi, dopo avere occupato scranni parlamentari e ministeriali grazie soprattutto al sacrificio di tanti "Fascisti", chiamarsi fuori perchè serve costruirsi, ipocritamente, una immagine rinnovata di cui deve essere parte integrante, per essere accolti nei salotti buoni, l'antifascismo. Così questo, che sembrava ormai accantonato per una nuova fase della vita nazionale, viene riportato a galla proprio da chi ha costruito le proprie fortune, non solo elettorali, sulla pelle dei tanti giovani massacrati in suo nome.

La Russa arriva comunque buon ultimo: in tanti nel suo partito lo hanno preceduto, a cominciare da Gianfranco Fini. Dopo il Fascismo definito "male assoluto", dopo le leggi razziali definite da Gianni Alemanno solo una delle vergogne del Ventennio, ecco i nuovi mostri, da additare al pubblico ludibrio. Gli Ultras Italia.

 

14 Ottobre 2008

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