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Un dato in controtendenza
Il dato più importante delle elezioni, sottolineato soltanto
da pochi ed accuratamente evitato dai grossi partiti, è
quello riferito al forte astensionismo. In tantissimi hanno
evitato le urne, con percentuali che da oltre il 35% sono
arrivate a superare, in alcune aree, anche il 50%. Ed in
tanti, tra chi invece alle urne si è recato, hanno
consegnato la scheda in bianco oppure l'hanno annullata. Un
fenomeno che ha interessato anche la provincia di Latina. E'
un dato politico: una marea montante di elettori non si
sente più rappresentata e non ha fiducia nelle forze
politiche. A questo fenomeno va aggiunto un altro: circa il
15% dei votanti, nonostante si sia recato alle urne
riconoscendosi in qualche modo in forze cosiddette "minori",
sulla base di una legge elettorale che sta dimostrando tutte
le sue pecche ha visto eliminati i propri rappresentanti
politici. |
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Questo sta a significare che le percentuali riportate dai
"grandi" partiti, cioè quelli che riescono a superare la
soglia dello sbarramento, e dai loro candidati, sono
"drogate". Il 56%, ad esempio, raccolto da un presidente di
provincia, va a rappresentare, facendo i calcoli sulla base
degli aventi diritto al voto e non dei votanti come
normalmente si fa, si e no il 20%. A Latina le cose sono
andate come ci si attendeva. Forte di una opposizione
inesistente e di una poco credibile opposizione interna,
Armando Cusani si è riconfermato alla guida della Provincia.
Tutto resta come prima: la quadratura del cerchio si otterrà
con la distribuzione degli assessorati tra le diverse forze.
In un contesto che non muta, esiste però un caso clamoroso.
Quello di Sezze, che si conferma roccaforte rossa. Nei 2
collegi sezzesi vengono eletti ben 3 consiglieri provinciali
di sinistra (due, Enzo Eramo ed Eligio Tombolillo, del PD,
il terzo, Enzo Polidoro, dell'IDV). Ad essi va aggiunta Sesa
Amici, anch'essa di Sezze. Nemmeno nei tempi del
potentissimo PCI la Stalingrado lepina riusciva ad esprimere
una tale folta rappresentanza. Una situazione grave per
tutti coloro che in provincia di Latina nella sinistra non
si riconoscono, che andrebbe affrontata una volta per tutte.
Alla cui base esistono delle motivazioni ben precise. Il PDL
ha raccolto nelle elezioni europee, a Sezze, il 42%. Alle
provinciali il 22%, perdendo per strada ben 20 punti in
percentuale. Come Movimento Libero ha già evidenziato in più
occasioni, a Sezze si è dato il via libera ad una
operazione, studiata a tavolino, di trasformismo politico,
che ha visto protagonisti alcuni personaggi "storici" della
sinistra e del social-comunismo locale. Costoro, grazie
anche alla cieca complicità di chi ad essa, pur stando nel
centrodestra, si è prestato, si sono impadroniti di un'area
politica alla quale erano completamente estranei per
percorsi personali e politici. E non stiamo parlando di
seconde linee, ma di personaggi che nel corso degli anni
hanno rivestito posti di rilievo nelle locali
amministrazioni di sinistra e nei rispettivi partiti, dal
PSI a Rifondazione Comunista, dal PCI al DS. Spiazzando in
tal modo l'elettorato anticomunista ed in genere di destra
di Sezze, che, pur esprimendo un voto politico alle europee,
non se la sente, alle provinciali, di dare fiducia a chi,
non avendo niente a che vedere con il centrodestra, si è
però in esso riciclato. Un dato già emerso alle elezioni
comunali, quando una Casa delle Libertà a guida di un ex
socialista, raccolse non più del 15%, minimo storico per il
centrodestra setino, consentendo l'elezione dell'attuale
sindaco di sinistra al primo turno. Dopo quella dèbacle, ne
è arrivata una nuova: questa delle provinciali. Dèbacle che
si è sostanziata non solo nell'esiguo numero dei voti
raccolti, ma soprattutto nel fatto che l'attuale
centrodestra setino,così mal rappresentato, ha contribuito
alla forte affermazione locale, in controtendenza rispetto
al dato provinciale, della sinistra ed allo "storico" arrivo
nella Ammministrazione provinciale di quei 4 rappresentanti
di cui sopra. E', questa, una questione che Movimento Libero
pone all'attenzione dei vertici provinciali, e non solo, del
PDL.
11 Giugno 2009
Movimento Libero Iniziativa
Sociale
- lavocelibera.it |