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Vincenzo Mosa, un delitto
insoluto
Si fa un gran parlare in questi giorni delle "infiltrazioni"
camorristiche e comunque di una malavita più o meno
organizzata, in provincia di Latina, in particolare nel sud
pontino. Casi esemplari sono quelli dei comuni di Fondi e di
Terracina, salita alla ribalta per il suicidio del suo
segretario comunale. Nessuno però parla di un uomo e della
sua tragica vicenda che avrebbe dovuto aprire gli occhi a
tanti, facendo correre ai ripari quando ancora lo si poteva
fare. Il 2 Febbraio 1998, a Sabaudia, in Via dello
Scorpione, nel comprensorio residenziale di Colle Piuccio,
fu assassinato l'avvocato Vincenzo Mosa. Lasciato lo studio
legale di Terracina alle ore 19, passò nella sua villetta
quadrifamiliare, prima di tornare a casa, per dare da
mangiare ai suoi cani. |
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Sceso dalla vettura, parcheggiata presso il muro di cinta,
percorse qualche metro, aprì il cancello e venne raggiunto
alla testa da un colpo di fucile. Un solo colpo. Il killer
lo aveva atteso al riparo di una siepe. Ma chi era Mosa?
Consigliere comunale a Terracina del Movimento Sociale, era
stato anche candidato sindaco dello stesso. Ma Enzo era
soprattutto un uomo che stava sempre in prima linea.
Impegnato nel sociale, era diventato un legale antiusura ed
anticamorra. Eppure gli fu impedito di difendersi dai
criminali che combatteva. Come confermò il presidente dello
SNAR (sindacato nazionale antiusura di cui Mosa era
procuratore legale) Francesco Petrino, gli avevano negato il
porto d'armi per difesa personale. Lo stesso Petrino si
disse subito convinto che l'omicidio era stato compiuto "da
appartenenti alla malavita che infesta il litorale laziale
che Mosa contrastava con determinazione". Una convinzione
condivisa anche da Franca De Candia, presidente dell'AMVU
(associazione nazionale vittime usura), con la quale Mosa
collaborava spontaneamente e gratuitamente. Contro il mondo
degli usurai aveva intrapreso molte iniziative, riscuotendo
apprezzamenti. Solo pochi giorni prima dell'assassinio aveva
assunto la difesa, come parte civile, in una causa contro un
gruppo di camorristi. Enzo, come sapevano coloro che lo
conoscevano e lo frequentavano, era pressato dalle minacce.
Secondo Movimento Libero Iniziativa Sociale, quello di
Vincenzo Mosa è stato l'ultimo omicidio politico di
esponenti della destra in Italia ed uno dei primi di stampo
mafioso-camorristico nella provincia di Latina. Eppure fu
seguita una fumosa pista passionale terminata in un nulla di
fatto dal punto di vista giudiziario, con diversi mesi di
carcere per una persona risultata poi del tutto estranea ai
fatti. Di Vincenzo Mosa nessuno ha parlato e parla più. Ci
sembra invece giusto riportare alla ribalta la sua vicenda
proprio in un periodo come questo, in cui vanno emergendo
elementi indicativi di una realtà locale che era quella
contro cui Enzo si stava impegnando in prima persona. Spesso
in solitudine. Ricordiamo che all'epoca del tragico
avvenimento, in più occasioni si parlò di un dossier
appartenente a Mosa, di cui non si è saputo più niente.
Esisteva veramente quel dossier? E' vero che vi si
ricostruivano i meccanismi di una certa "consorteria"? Che
fine ha fatto? A che punto sono le indagini sul delitto
Mosa? Sono continuate?
20
Marzo 2009
Movimento Libero Iniziativa
Sociale
- lavocelibera.it |
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