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Voto inutile e non voto
utile
Tralasciando le ormai note vicissitudini che stanno
travagliando il centrodestra provinciale, con una pluralità
di candidati alla presidenza ed una pluralità di liste l'un
contro l'altra armate, soffermiamo la nostra attenzione su
un comune in particolare, quello di Sezze (LT). Qui, dove
gli echi degli accesi contrasti intestini provinciali
arrivano ovattati, sono altre le questioni caratterizzanti.
E' possibile immaginare un centrodestra rappresentato quasi
esclusivamente da socialcomunisti, più o meno pentiti? Nella
roccaforte rossa dei Lepini è possibile. Qui, un
centrodestra che ha come attuale segretario un personaggio
che ha rivestito incarichi politici ed amministrativi in
Rifondazione Comunista e nei Comunisti Italiani, presenta,
quali candidati provinciali di punta della coalizione pro
Cusani, un Lidano Zarra, di estrazione socialista ed un
Antonio Vitelli, di estrazione comunista. |
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D'altronde il gruppo consiliare comunale del centrodestra
locale è, nella sua interezza, composto da elementi in un
modo o nell'altro riconducibili alla sinistra. L'elettorato,
che ha fino ad ieri dato la propria fiducia a livello
nazionale a Berlusconi, si trova in qualche modo spiazzato e
nella condizione di non poter votare. Se qualcuno in altre
occasioni ha deposto la scheda nell'urna turandosi il naso,
magari in forza dell'anticomunismo, oggi a Sezze non può
farlo: l'alternativa alle liste di sinistra sono quelle del
centrodestra occupate da elementi provenienti dalla
sinistra. Le sorti della Stalingrado lepina sembrano stare
poco a cuore ai dirigenti provinciali del PDL e comunque del
centrodestra. Probabilmente, a causa di una geografia
riferita alla spartizione di zone di influenza di diverso
colore, Sezze non rientra negli interessi dei vari Zaccheo o
Fazzone, come Latina non rientra in quelli dei vari Amici o
Bevilacqua. Si può continuare a restare succubi dei loro
disegni spartitori e dei loro interessi elettorali?
Movimento Libero ritiene di no, come ritiene assurdo che
possa esistere una destra senza la ... destra. E' quindi
necessario riprendere un percorso che conduca, in vista di
un progetto unitario, alla ricomposizione di quello che è
stato volutamente, soprattutto a causa di interessi
personali e pressioni esterne, sfilacciato.
Stando così le cose ed essendo fra l’altro convinzione della
destra che le province non servono, come poter chiedere a
quei sezzesi che si sentono anticomunisti di andare a
votare?
E come non chiedere di fare un esame di coscienza, a chi
fino ad oggi si è prestato a giochi esterni finalizzati ad
indebolire la destra locale?
Sezze 23 Maggio 2009
Movimento Libero Iniziativa
Sociale
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