lavocelibera.it

Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Zaccheo: e la Polverini?

Patetico lui e "peripatetico" tutto il pubblico ossequiante, quella corte dei miracoli e dei miracolati, che scodinzola al padrone, lingua in bocca. Uno spettacolo indecoroso e delirante quello offerto dall'ex sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo, sfiduciato anche dalla sua stessa maggioranza, finalizzato a difendere l'indifendibile: un fallimento politico e di immagine ormai, per fortuna, irreversibile. Perché al di là delle chiacchiere da imbonitore, al di là delle lacrime di coccodrillo, al di là delle giustificazioni non richieste per una condotta ingiustificabile, l'ex vuol far dimenticare di essere stato abbandonato, ben prima del suo fallimento amministrativo, da una larga fetta di elettorato di centrodestra, indirizzatasi altrove. Arrivò infatti alla poltrona solo per un ballottaggio ed oggi ha perso una ulteriore porzione di elettori. Al G.B. Grassi ha celebrato la sua sconfitta, cercando di passare per quello che non è mai stato, una vittima, ora addirittura al centro di un complotto "mondiale", scatenato contro di lui da "poteri occulti".

Per deviare dai reali problemi da lui stesso creati alla città che avrebbe dovuto governare e che ha amministrato con una politica fatta esclusivamente di annunci più o meno clamorosi, basata su un libro dei sogni mai realizzati e che ben sapeva di non poter mai realizzare, ha tentato di deviare l'attenzione dell'opinione pubblica sulla questione Striscia la Notizia. Cosa di meglio per non affrontare le questioni irrisolte e le emergenze territoriali del comune capoluogo? Così, grazie ad un perito di parte, quindi dallo stesso Zaccheo assoldato, pensa di rilanciare con nuove frasi a lui gradite. La cosa più assurda, in tutta questa strombazzata vicenda, è che l'unica persona che quelle frasi intercettate da Striscia ha ben udito, cioè il suo interlocutore diretto, che all'ex ha replicato, continua a mantenere il più stretto riserbo. Ci riferiamo, chiaramente, alla presidente della Regione Lazio Renata Polverini. Ma come: porti Italo Bocchino, che c'entra come i cavoli a merenda, in precedenza hai scomodato anche Silvano Moffa, anche lui un cavolo, e dimentichi a casa l'ex segretaria regionale UGL? In questo modo, Zaccheo, mi scivoli sull'uccello! La prima a dover smentire o confermare quanto Vincenzo, buon figlio di partigiano, tenta, con le lacrime di coccodrillo agli occhi, di far bere alla pubblica opinione, dovrebbe essere lei, la Polverini. E invece, a tutt'oggi, niente, solo silenzi. Non sta zitto invece il ventriloquo di Zaccheo Stefano Galetto, neo consigliere regionale, quando, probabilmente, farebbe meglio a tacere per non creare ulteriori problemi a chi gli da voce. E al centro del complotto giudeo-massonico-plutocratico-islamico-comunista-fascista-mafioso-camorrista, chi ci sarebbe? Il grande fratello Claudio Fazzone, uno che sta nello stesso partito di Vincenzo Zaccheo e della Polverini, il PDL, riconfermato alle ultime politiche senatore e primo degli eletti alla Regione Lazio, dimessosi per cumulo di cariche. Uno che ricopre incarichi a tutto spiano, grazie alle spartizioni studiate a tavolino anche con l'ex sindaco di Latina. Insomma, una grande farsa, un teatrino, che ha molto di surreale e fa diventare simbolico quel locomotore che fu posizionato in piena Piazza del Popolo, sotto il Palazzo Comunale, per far credere ai latinensi qualcosa che non sarebbe stato. Zaccheo è così, prende in giro. Gli piace scherzare, ma sulla pelle degli altri, siano essi amici o nemici. Purché serva al proprio tornaconto. Lui alza polveroni, non solo Polverini. Ha tirato in ballo, come suo legale, perfino l'avvocato Giulia Buongiorno, nota parlamentare PDL e difensore di Andreotti, la quale è caduta dalle nuvole: non ne sapeva niente. Per Movimento Libero Iniziativa Sociale, che ben conosce tante vicende legate a Vincenzo Zaccheo, la realtà è una: il tessitore di trame è rimasto intrappolato nella tela.

12 Giugno 2010

Movimento Libero  Iniziativa Sociale - lavocelibera.it