Metro leggera,
costi pesanti
"Motivazioni tecno-economiche
relative alla scelta tipologica della tranvia
leggera su gomma che ne giustifichino l'adozione
rispetto ad una maggiore e
più efficiente copertura del territorio dell'attuale
TPL, ad esempio
utilizzando bus a metano". È uno degli aspetti sui
quali la Regione Lazio
richiede il 30 aprile del 2007 (un anno e mezzo fa)
una più dettagliata
documentazione riguardo al progetto per la
realizzazione della metropolitana
leggera di superficie nel Comune di Latina 1° e 2°
lotto. Tralasciando le
motivazioni tecniche che presentano delle
incongruenze che da sole
basterebbero per bocciare il progetto, ci vogliamo
invece soffermare
sull'aspetto economico, che come sempre per il
sindaco e parte della sua
amministrazione pare essere il chiodo fisso. Gia
prima dell'estate, la
Destra, attraverso il suo dipartimento Tutela
Sociale riteneva il progetto
metropolitana leggera, per quanto riguarda l'aspetto
economico-finanziario
del progetto, un vero e proprio salto nel buio.
Nei documenti trasmessi alla stampa, ai consiglieri
comunali, assessori e
sindaco, nonché ai cittadini si faceva rilevare come
il Comune di Latina si
impegna a versare al Concessionario per trenta anni,
ogni anno, un importo
considerevole che partirà da più di 7 milioni di
euro, fino ad arrivare a
circa 11 milioni, non avendo la certezza di ricevere
dalla Regione le
corrispondenti somme a titolo di contributo e di
avere sufficienti ricavi
dal traffico passeggeri, in considerazione di una
stima preventivata
"ottimisticamente" da qualche funzionario comunale,
di 2 milioni di euro a
fronte di 8.448 viaggiatori giornalieri.
Inoltre, nel contratto c'è scritto che c'è l'agevole
possibilità da parte
del Concessionario di recedere unilateralmente dal
contratto, avendo il
diritto di ricevere dal Comune, entro trenta giorni,
come minimo tutte le
somme spese. Sorge spontanea una domanda a tutti i
rappresentanti politici
che compongono il consiglio comunale e ai "liberi"
assessori. Queste, sono o
non sono condizioni capestro? Chi mai di loro
farebbe un contratto similare
per lui stesso? L'ostinazione con cui il sindaco
vuole andare avanti con il
progetto metro, il modo pasticciato, diciamo così,
di portare avanti il
progetto, diventa a questo punto sospetto e anche un
caso politico.
Rileviamo infatti come una forza politica (L'UDC)
presente in maggioranza
con un qualificato assessore sia contraria al
progetto, come di fatto la
stessa Forza Italia non si sia mai pronunciata
ufficialmente. Resta il
sindaco, con la sua truppa, neppure tanto convinta.
E' facile prevedere che
sarà un bagno di sangue per i cittadini
contribuenti. Ricordiamo ancora una
volta al sindaco e ai consiglieri comunali e ai
"liberi" assessori, che loro
amministrano denari pubblici, che è doveroso
verificare su ogni atto
amministrativo, la cosa più naturale, ovvero il
rapporto costi/benefici.
Come Destra chiediamo al sindaco che venga convocato
urgentemente un
consiglio comunale, per poter discutere dell'intero
progetto metropolitana
leggera, delle osservazioni fatte dalla Regione
Lazio, degli aspetti
tecno-economici e delle società che partecipano al
progetto. Siamo certi che
anche parte della maggioranza sarà d'accordo sulla
convocazione del
consiglio comunale, per approfondire tutti gli
aspetti del progetto, prima
che i cittadini di Latina, vengano fortemente
penalizzati da scelte
scellerate.