Più che il partito
delle libertà, quello delle parole in libertà
Questo matrimonio s'adda fare. Così
hanno deciso Silvio Berlusconi e
Gianfranco Fini per la costituzione del partito unico
previsto per la
primavera del 2009. Le dichiarazioni di guerra, le
minacce dei dirigenti
locali di An di non appoggiare i candidati di Forza
Italia nelle elezioni
provinciali ed europee se non avranno pari
rappresentanza e dignità, non
convincono nessuno. Siamo alle solite. Da parte di
coloro che a comando
mostrano i muscoli, c'è l'ennesima sceneggiata sui
valori, sull'identità e
ultimamente danno lezioni anche sull'etica, sull'ordine
e la legalità.
Questi nuovi censori, che tanto tengono all'ordine e
alla legalità, si
chiedano se non era il caso che si attivassero i propri
parlamentari,
oltre che per i fatti "criminosi" avvenuti in campagna
elettorale, anche
per l' emergenza criminalità in provincia di Latina.
Qualche dirigente di
An, ancora pensante, si chieda inoltre come mai Forza
Italia ha un
deputato europeo, due parlamentari, un consigliere
regionale, un
presidente della Provincia, i due massimi rappresentanti
nella Latina
Ambiente e Acqualatina, contro i due soli sindaci di An
(Latina e
Terracina), nonostante il tanto rivendicato 50%. Non
sarà per caso che al
loro interno c'è stata, come a livello nazionale, una
politica ad
personam, ultimamente allargata a fidati parenti? La
lotta di potere nella
Pdl è appena iniziata.Al momento sembrano, più che il
partito delle
libertà, quello delle parole in libertà.
16 Novembre 2008
Nando
Cappelletti