Qualità della vita e qualità della politica
Latina e provincia sempre più giù. E' il risultato
dell'indagine di Italia
Oggi sulle province italiane. Scarsa è giudicata la
qualità della vita nella
nostra città e nella provincia. Partendo dal
presupposto che le indagini non
le si sbandierano solo quando sono positive, certo è
che una classe politica
attenta dovrebbe prendere spunto dai dati che
l'indagine rileva, per
assumere iniziative concrete, e ridurre distanze
abissali con altre realtà
territoriali del paese. Dovrebbe concentrarsi sul
ruolo che il popolo gli
assegna, ovvero quello di amministrare. In questa
città e in questa
provincia invece, ci sono personaggi istituzionali
che continuano a dire che
il problema criminalità non esiste o è marginale,
salvo tirarlo fuori per
accreditarsi come forza politica o persona
moralmente credibile per prossime
leadership. In questa città e in questa provincia la
politica ha raggiunto i
suoi livelli più bassi quando riduce il suo compito
a pensare come spartirsi
quote di potere in nascenti contenitori politici, ad
essere silenti su
operazioni trasversali che coinvolgono personaggi di
diversi schieramenti
politici. In questa città e in questa provincia si
continua a fare delle
false guerre politiche, mentre quelle che contano,
quelle degli affari, non
hanno per loro colore politico. E allora ecco i voti
trasversali sui grandi
progetti, il silenzio sulle società indagate, che
anche se presiedute
dall'avversario, bisogna tenersele buone, la guerra
sul termovalorizzatore e
sull "affare" rifiuti in generale. Altro che qualità
della vita. Per molti
di loro la qualità della vita è rappresentata dal
loro potere con tutti gli
annessi e connessi. Alcuni pensano che sia
sufficiente far venire Maurizio
Costanzo per migliorare il livello dell'offerta
culturale o presentare a
raffica progetti che mai si realizzeranno. Nessuno
che più umilmente decida
di amministrare veramente, partendo dai servizi
primari che ai cittadini
contribuenti sono dovuti, come il problema del
traffico, delle scuole, del
sociale, del verde, della cultura. Nulla di tutto
questo, molto di
percentuali da attribuirsi nel costituente Pdl,
corse frenetiche di sigle e
personaggi politici di piccola rilevanza per
partecipare a riempire il nuovo
contenitore. Che la politica torni a parlare del
futuro del suo territorio,
a progettare il domani per i tanti giovani che
vogliono rimanere nelle loro
città e costruire qualcosa di buono. La Destra c'è
con i suoi valori, le sue
donne, gli uomini, i giovani, e il suo modo di
intendere la politica e di
amministrare. Ritiene che in un momento economico
fortemente critico per
l'Italia ed in modo particolare per il nostro
territorio sia offensivo da
parte di chi governa la città e la provincia,
concentrare tutti gli sforzi a
definire possibili alleanze per le prossime tornate
elettorali di primavera.
Per quanto riguarda La Destra, lasciamo volentieri
agli altri la conta da
presentare al notaio per stabilire il proprio peso
politico. Aspettiamo il
14 e 15 marzo 2009, dove i moralisti dell'ultima
ora, faranno scomparire
dal loro simbolo una gloriosa fiamma, quella del
MSI, che mai ebbe a che
fare con malaffari di ogni genere. Da quel giorno, i
nuovi liberisti non
avranno neppure più l'alibi per potersi definire di
destra.
8
Dicembre 2008
Nando
Cappelletti