A MANI (SCRUPOLOSAMENTE)
GIUNTE
IN NOMINE ANTIFASCIS,
OBSTACULI ET LIBERATIONIS. AAAMEN
(Nel nome
dell’Antifascismo, della Resistenza e della Liberazione.
AAAmen)
Scrivo
questo articolo il 25 aprile 2010- LXV E.S. (65°
dell’Era Sfascista). Immancabilmente – per nostra
fortuna – il Presidente della Repubblica Giorgio
Napoletano ha rinnovato il ricordo dei valori
dell’antifascismo, della resistenza e della liberazione.
Qualcuno mi sussurra all’orecchio (che malevolo!!) e mi
ricorda che il giovane Giorgio Napoletano indossava la
Camicia nera ed era iscritto ai GUF (Gruppi Universitari
Fascisti), scriveva sul giornale dei Guf. Era, insomma,
un esaltatore del male assoluto; ed allora, mi
sussurra sempre il malevolo: allora, come si
possono esaltare altri valori? Rispondo: il Presidente
Napoletano, o chi per lui, ha spiegato che in quegli
oscuri anni, i Guf erano un covo di antifascisti. E
posso aggiungere che Giorgio Napoletano (o chi per lui)
ha ragione. Infatti, ma che questa confidenza rimanga
fra noi, lo stesso Benito Mussolini faceva sì parte del
PNF (Partito Nazionale Fascista), ma questa appartenenza
era il miglior sistema per combattere la truce
tirannia dal suo interno. Se avete dei dubbi,
chiedetelo a Gianfranco Fini che di queste cose è
maestro.
Il
solito malevolo mi sussurra di nuovo che
l’intellettuale Cesare Musatti, nel 1983 ha scritto: <Diciamo
finalmente la Verità VERA (maiuscolo nel testo) in un
certo momento il 98% degli italiani era per Mussolini>.
È la solita, infondata voce della cupa reazione in
agguato. In quegli anni i nostri padri e i nostri
nonni erano tutti rimbambiti. Oggi noi, invece…
I
partigiani hanno liberato l’Italia; gli aerei, i carri
armati americani, le loro bombe, solo un palliativo. La
sollevazione popolare (ma quale, ma quando?) ha
costretto il tedesco invasore e il perfido
fascista ad una fuga precipitosa. Gli anglo
americani potevano starsene pure alla finestra: sono
intervenuti solo per farsi belli. Chiedetelo a Giorgio
Bocca, portatore del Vangelo resistenziale.
C’è
una norma nella Costituzione repubblicana, la XII,
voluta giustamente, giustissimamente dai liberatori,
norma che sancisce tutti i valori della libertà di
espressione e di pensiero, è scritto, appunto nella
Costituzione che tale norma è transitoria (transitoria
dal 1948) e stabilisce il divieto di dar vita sotto
qualsiasi forma al disciolto Partito Nazionale
Fascista. Ebbene, c’è un personaggio “bizzarro”,
Presidente Emerito della Corte d’Appello di Brescia,
l’avvocato Salvatore Macca che da qualche anno si ostina
a voler mettere sotto accusa il Presidente della
Repubblica italiana accusandolo di non prendere in
alcuna considerazione le sue ripetute denunce che
sostengono che nel lessico italiano “transitorio”
ha un senso diverso da “permanente”. Ma che
babbiamu (termine siciliano che indica qualcosa di
più di prendere per il c…): transitorio
nel vocabolario antifascista ha un solo significato,
cioè permanente. Se avete dei dubbi c’è la legge
Scelba che chiarisce le idee.
Caro
lettore, vuoi mettere in discussione il puro, sublime
coraggio del partigiano che sprezzante del pericolo
lottava in borghese contro l’arroganza del
fascista che indossava una divisa ben riconoscibile?
Leggi, con reverenza, il sistema di lotta del
partigiano: <Il terrorismo ribelle non è fatto per
prevenire quello dell’occupante, ma per provocarlo, per
inasprirlo. Cerca le ferite, le punizioni, le
rappresaglie per coinvolgere gli incerti, per scavare il
fosso dell’odio>. Sono parole del capo partigiano
Giorgio Bocca (Storia dell’Italia partigiana).
Non è pinfete e panfete, tutti sono bravi, dopo
un attentato, di presentarsi per salvare innocenti
ostaggi dalla fucilazione e dire, <Sono stato io>;
questo non si fa, sarebbe una forma di facile
vanagloria, cosa sconosciuta al puro partigiano.
Ricordate Salvo D’Aquisto? Si prese un merito non
suo; si è impossessato di una eroica azione che non gli
apparteneva. E oggi passa per eroe, cose da non
credere, un vanaglorioso, infatti era un fascista
confesso.
Oppure, ricordate l’azione di Rosario Bentivegna, l’eroe
di Via Rasella? Dopo aver acceso la miccia,
eroicamente incurante che un bambino, il piccolo
Zuccheretti, troppo vicino al luogo dell’esplosione
(tanto che il suo corpo fu disintegrato), ma l’eroe
continuò la sua azione di ritirata strategica,
giustamente ritenendo che la vita di un partigiano
valesse molto più di quella di un bambino.
Ma quale fortuna ha goduto l’Italia annoverando
simili eroi: Sandro Pertini, Moranino, Bulow (Arrigo
Boldrin), oppure come non ricordare la giusta
punizione inflitta alla tredicenne Giuseppina
Ghersi, ma che scherzamo? Era figlia di un
fascista e il 30 aprile 1945 venne prelevata da tre
valorosi partigiani, fu stuprata e giustiziata.
La
favolosa data del 25 aprile è festa solenne anche per la
mafia. Perché, l’onorata società non fu
perseguitata dal fascismo? Gli uomini d’onore non
facilitarono lo sbarco degli alleati in Sicilia,
agevolando, così, l’abbattimento dell’odiato regime?
Tutto ciò è tanto vero che Salvatore Lucania (Lucky
Luciano), Genco Russo, Calogero Vizzini e decine di
altri valorosi appartenenti all’onorata società,
per sfuggire alle angherie del male assoluto
dovettero rifugiarsi negli Stati Uniti e poterono
rientrare nella loro amata terra solo grazie ai
liberatori e questi, per ripagare il loro aiuto li
nominarono sindaci o prefetti nelle zone appena
liberate. Alcuni di loro, come Genco Russo, vennero
insigniti di vari riconoscimenti perché perseguitati
dal fascismo.
Cosa
mi sussurra il solito malintenzionato? Mazzini
avrebbe affermato che diffidava della libertà portata
dallo straniero? Ma che minchia diceva quel
babbu?
E
con la libertà è arrivata, finalmente, anche l’onestà e
la moralità. Perché, non si vede?
Amici Italyoti, fate affidamento su quello che sostiene
il vostro Presidente. Lui se ne intende!
******
Un
mio amico, Franco d’Auria mi ha inviata una mail nella
quale esprime le sue idee sulla Resistenza. Avverto che
il poverino ha avuto la sventura di avere un Padre
che continuò la guerra, come pilota nell’Aeronautica
Nazionale Repubblicana, quindi si venne a trovare nella
parte sbagliata. Sbagliata? (Boh!!!). Riporto la
sua mail.
Festa
di tutti gli Italiani?? Può darsi.. ma speriamo non per
tutti e non tutti i giorni....
Infatti per me la
"resistenza" si associa a quelle difficoltà che incontro
quando, assiso sul trono a pontificare come ogni
mattina, forse per cattiva digestione, ho difficoltà a
scaricare il peso soverchio del corpo. A volte la
"resistenza" é davvero ostinata e necessita di sforzi
considerevoli per essere domata. Ma quando alla fine
riesco nel mio arduo compito.. ecco la "liberazione";
il mal contenuto viene gloriosamente evacuato con
sollievo dello spirito e del corpo e, a completare la
cerimonia, interviene il salutare sciacquone a far
pulizia. La celebrazione é salutarmente compiuta!
Mi auguro che
"resistenza" e "liberazione" siano mali altrettanto
sormontabili per tutti gli italiani.. lasciamo il
fastidio e l'ingombrante retaggio agli italioti.. anche
se sono tanti. se le tengano e se le coccolino quanto a
lungo vogliono.. non hanno nient'altro a cui
aggrapparsi, nel completo fallimento della loro
cosiddetta "democrazia" che io chiamo irreversibile
corruzione di spirito e di mente oltre che arrembaggio a
meschini traguardi di falso potere e di
luridi interessi!
Allora in questo
contesto.. auguro agli amici e camerati buona
"liberazione" tutte le mattine…
Francesco
Paolo d’Auria
Un consiglio, caro
Francesco, in casi del genere per vincere quella
resistenza è sufficiente un cucchiaio di Magnesia
San Pellegrino.
Filippo Giannini