Prima il
Prefetto, poi un ministro della Repubblica. Il
Presidente della
Provincia Cusani continua ad attaccare pesantemente
rappresentanti del
governo. Quello stesso governo, di cui anche lui,
politicamente, fa parte.
Senza entrare nello specifico delle due vicende: il
caso Fondi e Il lago di
Paola, è del tutto evidente che da parte del
Presidente Cusani vi sia poco
senso dello Stato. Si può dissentire da tutti e per
tutto, ma da chi riveste
un ruolo istituzionale è richiesta perlomeno una
forma verbale, che diventa
sostanza nel messaggio che si trasmette. Il suo
continuo richiamarsi al bene
dei cittadini dovrebbe imporgli una maggiore
prudenza nel rilasciare
dichiarazioni forti. C'è da chiedergli se le faccia
come Presidente della
Provincia, o come politico. Il dubbio è assai
concreto, visto che l'attacco
al Prefetto non ha prodotto proseliti nel suo stesso
schieramento, la Pdl.
Chi come noi de La Destra ha un alto senso dello
Stato, condanna il suo
atteggiamento nei confronti dei rappresentati dello
Stato, che porta
discredito all'intera comunità pontina. Per noi il
Prefetto è, e rimane, il
rappresentante del governo, prima figura
istituzionale e gerarchica della
provincia. Quando si arriva a chiedere commissioni
d'inchiesta a suo carico,
a disertare riunioni che interessano l'intero
territorio, da Aprilia a
Minturno, ci si pone, di fatto, fuori dallo Stato.
Una volta per tutti,
però, è bene che anche altre silenti figure
istituzionali escano allo
scoperto e dichiarino il loro pensiero. La questione
non è cosa da poco. Se
si perde fiducia nei rappresentanti dello Stato,
questo non esiste più.
S'innesca una pericolosa anarchia istituzionale.
Questo non è consentito a
nessuno, neppure a coloro che si fanno forza del
consenso elettorale. Torni
quindi il presidente Cusani a rivestire il ruolo
istituzionale che gli
compete, ancor prima che quello politico. Questo,
anche per evitare, che il
prossimo attacco lo rivolga al primo ministro.
Nando
Cappelletti