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L’ invidia è una
malattia, un sentimento di gelosia, o solamente una pulsione
perversa?
Perché, come spesso accade, il
segretario del partito invidia il presidente, il becchino è
geloso del direttore del cimitero e il mozzo del capitano
della nave? Forse perché nei partiti di presidente ce n’ è
uno solo, come dicasi per il direttore cimiteriale o il
capitano della nave, mentre che di segretari, becchini e
mozzi ce ne sono tanti? Forse. E allora perché i Verdi e gli
eco-ambiental-animalisti che sono parecchi (dicono loro),
pur se rimasti senza voce dopo il 15 aprile a forza di
berciare, sono così invidiosi dei cacciatori che, invece, a
sentir loro sono sempre meno? Stranezze della vita. Non è
che tutto ciò scaturisce da una diversa percezione che ogni
frequentatore di questo mondo ha dei colori della vita? Gli
eco-animal-ambientalisti, lo sappiamo tutti perdiana, vedono
verde ogni cosa. A sentir costoro i verdoni, come giusto che
sia, sono verdi; ma il bello viene quando i monocromi del
verde identificano di questa tinta anche i cani da caccia,
le lepri e le coturnici, poverine! E così diventano verdi
pure le case, le ferrovie, l’ acqua della cascata delle
Marmore, il duomo di Milano….Nei corridoi di ciò che resta
del sole al quale “non resta che piangere”, corre voce che
perfino il Monte Bianco e il Monte Rosa abbiano fatto
domanda di cambiare nome, ispirandosi, ora alla tinta del
cetriolo e ora a quello più ambito dai vip nel salotto
“verboten” chiamato vezzosamente “verde pisello”! Gli
anti-tutto portano sempre gli occhiali da sole che, firmati
o no, hanno le lenti rigorosamente verdi; e pare che nei
momenti di “magra”, in mancanza di erba e fieno, essi
vengano fatti indossare anche dai propri asini. Allora la
paglia diventa verde, e si rinnova così pigramente il pasto
indigesto di Buraniana memoria….
Al contrario, agli Uomini dei Boschi,
il buon d*o ha regalato coraggio e lealtà, tolleranza e
rispetto, ma, sopra ogni cosa, la possibilità di vedere il
mondo che frequentano con tutti i colori del creato.
Guardare le stesse cose e vederle sistematicamente sotto una
tonalità cromatica diversa dalla nostra, probabilmente,
significa per gli anti-tutto alimentare una gelosia e un’
intolleranza per certi versi represse. Criticano la nostra
“diversità”, ma sono certo che anche loro, almeno una volta
nella vita, ne vorrebbero gustare i medesimi colori.
Tuttavia, godere di tutte le tinte dell’ iride, come abbiamo
appena dimostrato, non è cosa per tutti. E così –fatalmente-
l’ invidia di costoro continuerà a rimane
insoddisfatta….Come quella di alcuni segretari dei partiti,
dei becchini e dei mozzi di certe navi.
Sergio Gunnella
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