LAVOCELIBERA - Lettere e commenti-Caso Fondi Governo vergognoso
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Per chi ha
deciso di non
mandare... il cervello all' ammasso
Riceviamo e pubblichiamo:
Caso Fondi Governo vergognoso
Il “caso
Fondi” è chiuso. Dopo la richiesta di scioglimento del
consiglio comunale di Fondi per infiltrazioni mafiose
presentata dal Prefetto di Latina Bruno Frattasi più di
un anno fa, dopo le dichiarazioni della scorsa primavera
del Ministro dell’Interno Maroni, che sposava la
posizione del Prefetto e preannunciava l’imminente
discussione del caso in Consiglio dei Ministri, dopo i
numerosi rinvii di discussione da parte del Governo, il
“caso Fondi” è chiuso. Proprio quando il Governo si
riunisce per decidere se sciogliere o meno il consiglio
comunale di Fondi, “giunge ai ministri la notizia” delle
dimissioni del sindaco e dei consiglieri, notizia che fa
sì che il Governo decida di non decidere: <Non ha senso
analizzare la richiesta del Prefetto di Latina e
valutare se sciogliere o meno il consiglio comunale di
Fondi per infiltrazioni mafiose, perché quest’ultimo
organo è già sciolto. La parola agli elettori>. In
realtà un senso lo avrebbe avuto ed anche significativo.
Se il Governo avesse adottato il provvedimento richiesto
dal suo rappresentante in provincia di Latina, e cioè
quello di scioglimento per infiltrazioni mafiose, a
Fondi non si sarebbe potuto votare prima di diciotto
mesi, tempo ritenuto necessario dalla legge per
permettere al Commissario nominato dal Governo di
sradicare le infiltrazioni mafiose e consentire, quindi,
lo svolgimento di elezioni senza condizionamenti da
parte della criminalità organizzata. Con lo scioglimento
in seguito a dimissioni, le elezioni comunali a Fondi si
terranno a marzo (in concomitanza con le elezioni
regionali), per cui si è già in campagna elettorale, e
tutto ciò avviene in un ambiente che, secondo il
Prefetto di Latina, è contaminato da infiltrazioni
mafiose. Tutta questa vicenda mi ha fatto venire in
mente le parole che Leonardo Sciascia, nel suo più
famoso romanzo “Il giorno della civetta”, fa pronunciare
ad un potente capomafia, che divide l’umanità in cinque
categorie: uomini, mezzi uomini, ominicchi, pigliainculo
e quaquaraqua’. Nel “caso Fondi” si è sicuramente
comportato da uomo il Prefetto di Latina Bruno Frattasi,
che ha fedelmente servito le Istituzioni. Si è
comportato da uomo Umberto Macci, che, sostenuto
dall’On. Conte, non ha esitato a compiere una scelta
difficile e coraggiosa, candidandosi alla Presidenza
della Provincia e ponendo il problema della legalità in
provincia di Latina. A loro modo sono stati uomini anche
Fazzone e Cusani, che hanno strenuamente difeso i loro
amici senza mai abbandonarli. Ma i ministri della
Repubblica italiana cosa sono stati in tutta questa
vicenda ? Lascio ai cortesi lettori la scelta della
definizione più appropriata. Personalmente ritengo che
il comportamento del Governo sia stato vergognoso. In
una nazione dove tanti servitori dello Stato sono morti
per mano della criminalità organizzata vedere dei
ministri che, dalla loro posizione di uomini pieni di
privilegi e di potere, si rifiutano di prendere una
posizione su un problema di mafia, nascondendosi dietro
l’ipocrita frase della parola agli elettori, è
avvilente. Il coraggio che loro, dai comodi e lussuosi
salotti romani di cui sono assidui frequentatori, non
hanno avuto, lo dovrebbero avere i cittadini di Fondi,
immersi nei loro problemi quotidiani ed in una realtà
complessa e difficile. Per quanto riguarda la politica
locale, mi preme registrare il silenzio della “Premiata
Ditta Zaccheo & Co.”, che, appena ha avuto sentore che
potesse esserci lo scioglimento per mafia, ha sollevato
il problema della legalità ed ora già non ne parla più,
mostrando il solito opportunismo di bassissimo profilo.