lavocelibera.it

Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

 

Riceviamo e pubblichiamo:

 
 

L’ESSENZIALE, IN BREVE, DI

OTTO ANNI DI

ZACCHEO SINDACO DI LATINA

 

 

1.      LE RAGIONI DEL PRESENTE DOCUMENTO

2.      L’OPERAZIONE IMMOBILIARE CON IL “FALLIMENTO I.COS. S.R.L.”

3.      LA COSIDDETTA “METROPOLITANA”

4.      IL PRESUNTO “ BORGO MARINARO”

5.      I RAPPORTI CON FAZZONE

6.      IL P.R.G. DI CERVELLATI

 

 

LATINA 20 APRILE 2010

 

 

Dedico il presente documento alla memoria di Nando Cappelletti, persona onesta, leale e generosa, che ha veramente amato, lui sì, la nostra città, e ricordo quello che diceva a proposito della sua appassionata battaglia per l’adozione di un nuovo piano regolatore a Latina:

Una città senza una propria identità diventa uno spazio e non un luogo con una propria riconoscibilità. Lo spazio è un concetto generico, una misura attribuibile a qualsiasi spazio di superficie. Il luogo, invece, è una porzione di superficie che per caratteristiche non ha  eguali in nessuna altra parte del mondo”.     

 

ANDREA STABILE - 20/4/2010 – l’essenziale, in breve, di otto anni di Zaccheo Sindaco di Latina - pag. 2

 

 

1. LE RAGIONI DEL PRESENTE DOCUMENTO

Il 15 aprile 2010, dopo quasi 8 anni (fu eletto la prima volta a maggio 2002), si è concluso per Latina il periodo di Vincenzo Zaccheo sindaco. E’ finita per Zaccheo nel peggiore dei modi.

L’impietoso filmato mandato in onda da “Striscia la notizia” la sera del 14 aprile sarebbe stato perfetto per quei divertentissimi film di Alberto Sordi, in cui l’attore romano descriveva il modo di comportarsi dell’italiano cialtrone.

Continuare però a parlare di quel filmato, di quella manciata di secondi, significa non voler affrontare la vera questione del momento, non voler rispondere alla domanda che tutti i cittadini di Latina dovrebbero porsi: cosa ha significato per questa città l’amministrazione Zaccheo? Quale giudizio se ne può dare?

Credo sia a tutti nota la mia profonda disistima sul piano personale verso Vincenzo Zaccheo, disistima che non ho mai esitato a manifestare, anche pubblicamente ed in modo palese, quando l’ex sindaco era ancora in auge. Ritengo però assolutamente ingiusto valutare l’operato di un individuo, che è stato sindaco di una città continuativamente per otto lunghi anni, per un singolo episodio.

Anche perché, così facendo, rischieremmo di non distinguere, in mezzo ai tanti detrattori di oggi, tra quelli che lo hanno sempre appoggiato ed in particolare sono stati determinanti nella sua rielezione nel 2007, e quelli che invece hanno avuto il grande coraggio nel 2007 di lottare contro il sistema di potere di Zaccheo e hanno cercato di affermare un nuovo progetto politico e amministrativo per la città di Latina.

Ecco perché, a conclusione dell’esperienza amministrativa e politica di Zaccheo sindaco, credo sia necessario e doveroso giudicarlo sulla base di quello che ha fatto negli otto anni di governo, senza dimenticare che ci sono stati degli assessori e dei consiglieri comunali che hanno votato a favore delle scelte del sindaco.

Come è noto, sono stato fortemente critico nei confronti dell’amministrazione Zaccheo e ho manifestato pubblicamente il mio dissenso, sia sui mezzi di informazione sia attraverso documenti inviati ad una mailing list di più mille cittadini di Latina.

Con il presente documento intendo ribadire il mio giudizio negativo e, a tale scopo, ho analizzato alcune scelte operate e determinati atti amministrati adottati, che, a mio parere, consegneranno Vincenzo Zaccheo alla storia di questa città come il peggior sindaco che ci sia mai stato.

ANDREA STABILE - 20/4/2010 - l’essenziale, in breve, di otto anni di Zaccheo sindaco di Latina – pag. 3

 

 

2. L’OPERAZIONE IMMOBILIARE CON IL “FALLIMENTO I.COS. S.R.L.”         

Il 5/6/2003 il Comune di Latina acquistava dal fallimento della società I.COS. S.r.l., per l’importo di euro 3.030.000, “la piena proprietà del complesso immobiliare in corso di completamento sito nel Centro Direzionale del Comune di Latina, Viale Pier Luigi Nervi, antistante la S.S. 148 (ex Via Mediana)”. Quello che nei documenti ufficiali viene definito complesso immobiliare in corso di completamento altro non è che il rudere che tutti possono ammirare ancora oggi dalla Pontina.

L’operazione in questione fu fortemente voluta dal sindaco, il quale annunciò che il fabbricato in questione  sarebbe stato ristrutturato a spese del Provveditorato delle Opere Pubbliche, che la Guardia si Finanza si sarebbe trasferita lì lasciando il Palazzo M, così come avrebbe fatto la Questura, per cui il Palazzo M sarebbe stato utilizzato dall’Università.

Il sito ufficiale del Comune magnificava, in data 1/7/2003, i tre risultati raggiunti: “1) arricchimento del patrimonio immobiliare pubblico; 2) risposta alle richieste di sicurezza che sempre più forti da quella popolosa zona cittadina periferica; 3) restituzione del Palazzo M alla sua funzione di Palazzo degli Studi”.

In data 3/8/2005, sempre il sito ufficiale del Comune di Latina così scriveva:” Presenti il sindaco Zaccheo e … … , questa mattina sono state avviate le procedure propedeutiche alla consegna dei lavori per la messa in sicurezza del cantiere ex Icos e l’avvio della progettazione esecutiva che consentirà l’inizio dei lavori entro il corrente anno. Si tratta dell’edificio polifunzionale da destinare a Comando provinciale della Guardia di Finanza di Latina: uno dei capisaldi del governo dell’Amministrazione e del sindaco che consentirà la restituzione di Palazzo M alla sua funzione originaria di Palazzo degli Studi.

Potrei continuare con le citazione dei documenti presenti sul sito ufficiale del Comune di Latina e degli entusiastici annunci da parte di Zaccheo, anche nel corso della campagna elettorale per le comunali del 2007, di inizio dei lavori, lavori che, invece, mai sono cominciati.

I fatti parlano quindi in modo chiaro: Zaccheo ha bruciato un importo di euro 3.030.000, che poteva essere speso per soddisfare reali e concrete esigenze dei cittadini, per acquistare un rudere, che tale era nel 2003 e tale è nel 2010.

Anche questo potrebbe essere argomento per “Striscia la notizia”.

 

ANDREA STABILE - 20/4/2010 - l’essenziale, in breve, di otto anni di Zaccheo sindaco di Latina – pag. 4

 

 

Per completezza, voglio concludere sul punto, riportando quello che scrisse domenica  11/2/2007 un quotidiano locale, riferendosi anche all’asta per il fabbricato ex Icos, in merito

all’acquisto da parte di una società privata di un immobile, che poi, in parte, sarebbe stato affittato al Comune:

Due milioni e ottocentomila euro. Tanto è costato il palazzo Pegasol alla società D.P.F. che lo ha acqistato da Propaganda Fide nel 2003. E adesso con la sola vendita del settimo piano dell’edificio, quelo destinato a residenze, l’impresa ricaverà una cifra quasi identica. Restano sei piani di uffici più il piano strada commerciale, da vendere o affittare. Certo la D.P.F. ha dovuto investire non poco nei lavori di ristrutturazione dell’immobile, e l’edificio oggi si presenta con un aspetto decisamente migliore. La città ne trae un sicuro beneficio.

Ora che i lavori sono andati in porto, sarebbe carino che la D.P.F. sciogliesse l’enigma della sua ostinata partecipazione alla gara d’asta per il rudere ex Icos, allorché costrinse il Comune di Latina, con 13 rialzi da 50 mila euro l’uno, a sborsare 700 mila euro in più rispetto al prezzo di partenza della gara. Ora che i rapporti con l’amministrazione paiono decisamente buoni, si potrebbe cedere anche a una confidenza a posteriori. Che male c’è?

 

3. LA COSIDDETTA “METROPOLITANA”

E’ un progetto su cui Vincenzo Zaccheo ha puntato molto.

Il costo previsto per la realizzazione dell’opera, pari a 138 milioni di euro, sarebbe coperto da contributi statali per il 60% e dall’intervento del privato nella misura del restante 40%.

Ai primi di dicembre del 2006 la città di Latina si svegliò tappezzata di manifesti con i quali il Comune di Latina annunciava l’arrivo della “metropolitana” nella nostra città.

A distanza di poche ore l’amministrazione comunale di Latina collocò in Piazza del Popolo un vagone della “metrotramvia leggera di superficie” proveniente dal Comune di Padova.

Il suddetto vagone rimase in esposizione per due settimane, durante le quali il sindaco ha ripetutamente dichiarato che i lavori sarebbero iniziati a marzo 2007 e che l’opera sarebbe stata a costo zero per il Comune.

Prima che il vagone venisse tolto, il Comune di Latina ha anche organizzato una cerimonia in Piazza del Popolo, nel corso della quale il Sindaco ha tagliato un nastro tricolore apposto dinanzi al vagone e, sorridente, ha varcato le porte del mezzo accomodandosi sui sedili.

Ovviamente a marzo del 2007 non iniziò alcun lavoro.

ANDREA STABILE - 20/4/2010 - l’essenziale, in breve, di otto anni di Zaccheo sindaco di Latina – pag. 5

 

 

Zaccheo, non contento della figuraccia di allora, a dicembre del 2009 ha organizzato un’altra cerimonia, stavolta in zona Q5, per celebrare l’imminente inizio dei lavori, lavori che, ovviamente, nemmeno questa volta sono iniziati.

Al di là degli annunci-farsa di Zaccheo, il problema vero della tramvia, che lui si è sempre ostinato a chiamare metropolitana, è dato dal fatto che la scelta di Zaccheo (e di quelli che gli sono andati dietro) di puntare su tale opera era una scelta dannosa dal punto di vista tecnico e ambientale e folle dal punto di vista finanziario.

Credo sia giusto e doveroso, in proposito, evidenziare il grande lavoro svolto dal Comitato cittadino “Metrobugia”, che in maniera chiara e molto professionale ha cercato di spiegare le ragioni del no alla “metropolitana”. Voglio segnalare, ad esempio, che il suddetto Comitato organizzò in data 30/11/2007 una assemblea pubblica, invitando tutte le forze politiche e, in particolar modo, i rappresentanti dell’amministrazione comunale di Latina.

Nel corso della citata assemblea, furono illustrate, con tanto di filmati e testimonianze riprese da trasmissioni televisive nazionali, tra cui “Striscia la notizia”, le svariate e motivate critiche in ordine alla tramvia che l’amministrazione comunale di Latina intendeva realizzare, come, a mero titolo esemplificativo, il tempo di percorrenza (maggiore rispetto all’autovettura), la penalizzazione del traffico veicolare nei tratti di utilizzazione promiscua (tram e auto insieme) ed i gravi rischi per i conducenti dei  veicoli a due ruote, il restringimento dei marciapiedi (in alcuni tratti viene prevista una superficie di soli 80 cm.), i problemi ambientali, l’inattendibilità del piano economico finanziario a supporto dell’opera. 

Inutile dire che l’amministrazione comunale di Latina non ha mai inteso confrontarsi con il Comitato, né ha mai preso in alcuna considerazioni le osservazioni dallo stesso formulate.

La stessa insensibilità ad analizzare con serietà i problemi legati alla realizzazione della tramvia è stata dimostrata dall’amministrazione comunale di Latina in occasione del convegno organizzato sull’argomento dall’UDC (partito che, tra l’altro, era in maggioranza al Comune di Latina) in data 24/10/2008, convegno al quale hanno partecipato anche autorevoli dirigenti della Regione, ma è stato disertato dal sindaco e dai consiglieri comunali di maggioranza.

Eppure sarebbe stato per loro molto importante ed interessante parteciparvi, soprattutto per cercare di ottenere informazioni, direttamente dalla viva voce dei dirigenti regionali, circa il problema che, al di là degli aspetti tecnici e delle opinioni sull’effettiva utilità dell’opera,

 

ANDREA STABILE - 20/4/2010 - l’essenziale, in breve, di otto anni di Zaccheo sindaco di Latina – pag. 6

 

 

rappresenta da solo e di per sé, per chiunque abbia un minimo di ragionevolezza, un insormontabile ostacolo alla realizzazione dell’opera: l’insostenibilità della gestione della stessa sul piano economico – finanziario.

Invero, al di là di tutte le polemiche e le critiche di natura tecnica che vi sono state, ciò che è assolutamente evidente dalla lettura dei documenti approvati dall’amministrazione comunale di Latina (in particolare il piano economico finanziario dell’opera e la convenzione trentennale stipulata con il privato) è che non è assolutamente vero, come sostenuto dal sindaco, che l’opera sarebbe “a costo zero”; avrebbe, invece, un notevole impatto sul bilancio comunale e, quindi, sulle tasche dei cittadini, è non è corretto che tale circostanza non venga valutata dall’amministrazione comunale di Latina, anzi sia addirittura negata.

In base al piano economico finanziario le due fonti di entrata principali sono date dai ricavi da traffico e dai contributi regionali.

I ricavi da traffico vengono indicati per i primi anni in un importo su base annua di circa   2.000.000 di euro in considerazione di  una stima, non suffragata da alcuno studio o ragionamento, di 8.448 viaggiatori giornalieri.

I contributi regionali per il trasporto locale sono previsti dall’attuale normativa, ma la quantificazione che viene effettuata nel piano economico finanziario, pari a circa 7.000.000/7.500.000 euro ad anno, per i primi anni, non è corredata da alcuna informazione sulla attendibilità di tale previsione (tra l’altro smentita da un funzionario regionale che nel corso del citato convegno organizzato un anno fa a Latina ha ipotizzato un importo non superiore a € 2.500.000).

Nella convenzione trentennale con il privato è poi previsto che: a) per i primi 5 anni, in caso di ricavi da traffico inferiori a quelli previsti nel piano economico finanziario dovrà intervenire il Comune, cioè i cittadini tutti, fino ad una misura massima prestabilita, quantificata nella misura di un milione di euro; b) il Comune è obbligato a corrispondere al Concessionario (la società privata che si occupa della gestione della tramvia), con cadenza trimestrale, l’importo dei contributi regionali, così come indicati nel piano economico finanziario (dall’inizio della gestione per trenta anni), indipendentemente non solo dalla effettiva erogazione da parte della Regione, ma anche dalla effettiva determinazione del contributo da parte della Regione in misura pari a quella prevista dal piano economico finanziario; c) qualora sorgano problemi per il mantenimento dell’equilibrio economico

 

ANDREA STABILE - 20/4/2010 - l’essenziale, in breve, di otto anni di Zaccheo sindaco di Latina – pag. 7

 

 

finanziario, in mancanza di un accordo bonario per la revisione del piano economico finanziario tra il Comune ed il Concessionario, quest’ultimo potrà recedere unilateralmente, facendosi ridare dal Comune, entro trenta giorni, almeno tutto quello che ha speso.

Insomma, un’operazione che rappresenterebbe un vero e proprio salto nel buio con un possibile buco annuale di almeno 5.000.000 di euro, che, in qualche modo, dovrebbe essere coperto. E tutto ciò in una situazione di bilancio comunale già in forte sofferenza, tanto da non garantire nemmeno l’indispensabile (adeguata manutenzione di edifici scolastici, strade, verde, illuminazione ecc.).

Anche in questo caso i fatti parlano in modo chiaro: Zaccheo si è incaponito nel cercare di realizzare un’opera di molto dubbia utilità e ha mentito senza pudore affermando che la stessa sarebbe stata a costo zero per il Comune.

 

3. IL PRESUNTO “BORGO MARINARO”

Zaccheo, in più di una occasione, ha fatto tappezzare la città di Latina da giganteschi manifesti dalle immagini accattivanti con la scritta “Latina Borgo marinaro”, in cui annunciava “tante belle cose”, di cui nessuna realizzata e nemmeno iniziata.

In realtà, in riferimento allo sviluppo della marina di Latina, Zaccheo non si è limitato a spendere i soldi del Comune, e quindi nostri, per fare quei manifesti involontariamente comici.

La sua idea “geniale”, da quanto mi risulta sponsorizzata dal suo fedele assessore Maurizio Guercio, è stata quella di realizzare un concorso internazionale di idee per la marina di Latina. Il suddetto concorso ha visto la partecipazione di professionisti di tutta Europa, che si sono sbizzarriti in disegni suggestivi, in cui hanno letteralmente trasformato, su carta, la marina di Latina, rendendola bellissima. Il tutto si è concluso con la premiazione dei lavori migliori e l’esposizione dei vari disegni.

Tutta l’operazione è costata parecchie centinaia di migliaia di euro ed ha prodotto disegni per opere irrealizzabili ed una marina che è esattamente la stessa di quando si è insediato Zaccheo, con l’aggravante che il Comune di Latina non ha mai garantito, come invece avrebbe dovuto fare, gli interventi annuali di manutenzione collegati alle opere di ripascimento del litorale realizzate dalla Regione.   

ANDREA STABILE - 20/4/2010 - l’essenziale, in breve, di otto anni di Zaccheo sindaco di Latina – pag. 8

 

 

I RAPPORTI CON FAZZONE

Mi vergogno per lui, mi fa pena, non lo voglio più vedere”.

Sono state queste le parole con cui Fazzone, coordinatore provinciale del PdL, partito cui Zaccheo ha entusiasticamente aderito, ha liquidato il sindaco di Latina dopo il filmato di Striscia la notizia.

Probabilmente, per provare a continuare a fare politica, Zaccheo ripartirà proprio dal suo ormai definitivamente compromesso rapporto con Fazzone e tenterà di accreditarsi come l’anti – Fazzone, cercando di parlare di legalità e di ricordare il più possibile il caso Fondi, che ha direttamente interessato il senatore del PdL.

La realtà però è che Zaccheo tutto può fare tranne che accreditarsi come l’anti – Fazzone o come un simbolo della lotta per la legalità.

Infatti:

-          dal maggio 2002 ha governato ininterrottamente Latina contando sull’appoggio di Fazzone;

-          ha accettato che Fazzone diventasse Presidente di Acqualatina S.p.A, società che gestisce il servizio idrico in tutta la provincia di Latina, ricevendo in cambio, secondo logiche spartitorie, posti in Consiglio di Amministrazione per i suoi uomini;

-          ha sempre approvato, come rappresentante del Comune di Latina, tutte le decisioni adottate o proposte da Acqualatina S.p.A., ivi compresi i continui e consistenti incrementi tariffari; 

-          non è intervenuto a difesa del Presidente del TAR di Latina, quando quest’ultimo, che aveva parlato di diffusa illegalità nella provincia di Latina, è stato pesantemente attaccato dal Presidente della Provincia Cusani, legatissimo a Fazzone;

-          non è intervenuto a difesa del prefetto Frattasi, che aveva chiesto lo scioglimento del Comune di Fondi per infiltrazioni mafiose, quando quest’ultimo è stato pesantemente attaccato da Cusani e Fazzone.

La realtà è che l’antagonismo di Zaccheo a Fazzone è nato solo su problemi di poltrone, a iniziare dalla candidature per le regionali. Se Zaccheo è caduto è semplicemente perché ha perso la sua personale battaglia di potere ingaggiata con Fazzone.    

ANDREA STABILE - 20/4/2010 - l’essenziale, in breve, di otto anni di Zaccheo sindaco di Latina – pag. 9

 

 

IL P.R.G. DI CERVELLATI

Ero assessore al bilancio al Comune di Latina, quando il Consiglio Comunale, dopo una lunghissima seduta che si protrasse nella notte, approvò con una maggioranza trasversale (Forza Italia votò contro), il nuovo piano regolatore redatto dal Prof. Cervellati.

Ricordo l’entusiasmo di Zaccheo che corse ad abbracciare l’allora sindaco Finestra ed i manifesti del giorno dopo, a firma Alleanza Nazionale, che salutavano l’approvazione del P.R.G. di Cervellati come una grande conquista per la città.

Era il mese di luglio del 2001. A giugno del 2002, dopo la sua elezione a sindaco, Zaccheo dichiarò che il piano regolatore era uno strumento urbanistico superato e non ne volle più sapere del P.R.G. di Cervellati, né di qualsiasi altro P.R.G.    

Non intendo addentrarmi nella materia urbanistica. Certo è che il comportamento di Zaccheo non può non suscitare forti perplessità e sembra appartenere ad un modo deplorevole di intendere la politica in contrapposizione all’idea di politica intesa come attività svolta nell’interesse generale.

Invece di agire, secondo le proprie convinzioni, per il bene comune, invece di assumersi la responsabilità di fare delle scelte importanti per il futuro della comunità, mantenendo fede alle stesse, Zaccheo ha optato per la strada del mero opportunismo, per cui le scelte sono finalizzate a quello  che personalmente ti conviene dal punto di vista politico in quel momento (quando è in auge Finestra, il piano Cervellati va bene, quando Finestra è fuori dai giochi non serve proprio più nemmeno un nuovo piano regolatore).       

Come ho detto sopra, non intendo addentrarmi nella materia urbanistica. Ci tengo però a sottolineare che l’opinione prevalente che ho potuto riscontrare negli esperti della materia è che non è vero che il P.R.G. è uno strumento urbanistico superato e che per Latina sarebbe utile e opportuna l’adozione di un nuovo P.R.G. (il P.R.G. vigente risale addirittura al 1972).

Non vado oltre perché non sono certo un esperto in materia urbanistica.

Sul punto, però, voglio concludere riportando un mio articolo pubblicato il 26/12/2009 dal giornale “Il Settimanale di Latina”, il cui direttore, Pietro Antonelli, mi ha affidato dal mese di settembre uno spazio per i miei interventi

C’era una volta Viale Mazzini

Viale Mazzini è splendido. La strada è larga, i marciapiedi sono ampi ed alberati. Da una parte si arriva a Piazza del Popolo passando attraverso i meravigliosi portici dell’ex Intendenza di Finanza, dall’altra si giunge nell’accogliente Piazza Bruno Buozzi. Il tutto è incorniciato da edifici dalla

ANDREA STABILE - 20/4/2010 - l’essenziale, in breve, di otto anni di Zaccheo sindaco di Latina – pag. 10

 

 

bellezza suggestiva come l’Istituto scolastico “Vittorio Veneto”, il Tribunale e le case dell’Incis (con la sola eccezione del Liceo Classico, unica costruzione successiva al periodo fascista). Ora però, nonostante il viale in sé sia rimasto inalterato, non è più lo stesso. Ad essere precisi, non è più lo stesso se lo si percorre dal Tribunale verso Piazza del Popolo. La vista prospettica di Viale Mazzini e del porticato, alto esempio di stile e proporzioni, è stata definitivamente ed irreparabilmente devastata dalla costruzione, nelle vicinanze di Latina Fiori, di un grattacielo, che, purtroppo, per la sua altezza e per la sua ubicazione risulta ben visibile non solo a chi percorre Viale Mazzini, ma anche da tantissimi altri punti della città e da tutti quelli che arrivano nella nostra città. Insomma, Latina, una volta Littoria, sembra destinata a diventare la città del grattacielo, che con la sua devastante imponenza sovrasta tutto e tutti. Riflettendo su questo obrobrio, partorito dall’amministrazione Zaccheo, mi è venuto in mente un libro uscito nel 1998 dal titolo “La Palude – Littoria – I Grattacieli – Fascismo e Postfascismo”. Il libro citato, tra i vari argomenti, tratta proprio, con dovizia di particolari ed ampia documentazione fotografica, dello scempio urbanistico ed architettonico di Littoria, avvenuto nel dopoguerra, e della responsabilità della classe politica. La ricostruzione storica degli avvenimenti riguardanti la fondazione di Littoria ed i successivi interventi urbanistici è stata sempre accompagnata da considerazioni anche politiche. Invero, è stato sempre un argomento della Destra e del Movimento Sociale Italiano quello dello scempio urbanistico ed architettonico di Littoria con la conseguente contrapposizione tra la città pensata, voluta e costruita in epoca fascista e quella, inquinata dalla speculazione edilizia, del dopoguerra. Purtroppo, però, al peggio non c’è mai fine e stiamo assistendo dal 2002, con la scelta di Zaccheo di abbandonare il piano regolatore del Prof. Cervellati e qualunque idea di piano regolatore, ad una inquietante politica urbanistica del “caso per caso”, che sta segnando profondamente ed in maniera negativa la città (borghi compresi). Voglio però rincuorare tutti quelli che hanno sempre creduto nelle battaglie del M.S.I. In fondo, questa fase politica di Zaccheo coincide con la divulgazione, da parte sua, della notizia che il padre era partigiano (a Sermoneta e non al nord, dove si combatteva e si moriva, ma sempre partigiano e con tanto di certificato). La circostanza era sconosciuta a tutti e non risulta che l’attuale sindaco ne abbia mai fatto cenno prima. Evidentemente, la conversione antifascista di Fini e le mutate condizioni politiche lo hanno aiutato a fargliela tornare in mente. In definitiva, una chiave di lettura può essere che anche le sue scelte in ambito urbanistico, che nulla hanno a che vedere con le posizioni storiche della Destra in questa città, riflettono la scoperta della Resistenza (a Sermoneta) e dell’antifascismo. Esiste anche un’altra chiave di lettura, un po’ più malevola, che mi limito a riportare, secondo cui l’assenza in campo urbanistico di regole certe per tutti stabilite a priori favorisca … … . Stavo per dimenticarmi: l’autore del libro che ho citato è Tommaso Stabile, uno dei fondatori del Movimento Sociale a Latina, combattente della Repubblica Sociale Italiana (al nord, dove si sparava e si moriva).      

20/4/2010    

Andrea Stabile