|
“A mentecatt mind”
Articolo di Andrea Stabile
“A beautiful mind” è un
famoso film del 2001, diretto da Ron Howard e interpretato
da
Russell Crowe, vincitore di
ben quattro premi Oscar. Narra la storia di un grande
matematico ed economista
statunitense, il professore universitario John Nash,
insignito nel
1994 del Premio Nobel per
l’economia. La vita di Nash è segnata da una patologia:
soffre
di allucinazioni, per cui
vede e parla con persone che non esistono veramente e sono
solo
proiezioni della sua mente.
Il ricordo di questo film, che all’epoca vidi al cinema, mi
è
sovvenuto leggendo
l’intervista rilasciata da Vincenzo Zaccheo ad un quotidiano
locale
questa settimana. Eccone i
passi più significativi:” Nonostante il mio silenzio, vengo
sollecitato da molti a
livello comunale, provinciale e regionale, oltre che da
molti amici
deputati, a scendere
nuovamente in campo. Da quando ho lasciato (ma non era stato
cacciato?) ho sempre avuto
accanto a me gente pronta a sostenermi, ma in questi ultimi
mesi i segnali di
apprezzamento si sono moltiplicati. I sondaggi che i miei
amici hanno
commissionato per tastare il
polso della situazione hanno dato risultati che li ha spinti
ancora di più a sostenermi.
Il mio nome è in cima al consenso in questa città e in
questa
provincia.” Ho la netta
impressione che gli “amici” di cui parla Zaccheo siano come
i
personaggi che Nash fa
vivere nella sua testa e proietta all’esterno. In effetti,
occorre
notare tre cose. La prima è
che Zaccheo non fa mai un nome e parla genericamente di
politici e di amici,
lasciando all’immaginazione del lettore l’individuazione dei
misteriosi
fans zaccheiani. La seconda
è che non si capisce perché questo nutrito gruppo di
supporters
non parli mai pubblicamente,
ma si limiti ad incensare il proprio idolo in forma
strettamente privata. Tra
l’altro, perché non divulgare in maniera trasparente i
risultai dei
presunti sondaggi
commissionati? Si può sapere chi li ha fatti, quando sono
stati fatti e
quali erano le domande? La
terza cosa da sottolineare è che le elezioni comunali si
sono
svolte soltanto alcuni mesi
fa (maggio 2011), a distanza di poco più di 13 mesi dalla
sfiducia a Zaccheo. Perché
il Nash pontino, nonostante l’apprezzamento ed il consenso
crescente, non ha presentato
una propria lista? Anzi, sarebbe meglio domandarsi: perché a
marzo 2011 ha tappezzato la
città con i manifesti della sua “Alleanza per Latina” e poi,
a
distanza di poco più di un
mese, non è stato capace di presentare la propria lista?
Dove
erano tutti i suoi
afecionados? Se tutte queste domande, come credo, sono
destinate a
rimanere senza risposta,
l’accostamento tra la storia di Nash e quella di Zaccheo
trova il
punto di contatto nella
propensione ad inventare persone, che sono soltanto
proiezioni della
propria mente. A pensarci
bene, ci potrebbe essere anche un’altra cosa in comune tra
Nash
e Zaccheo. Il professore
universitario statunitense è stato insignito del premio
Nobel per
l’economia. Non ritenete che
anche il ragioniere pontino meriterebbe un premio Nobel?
Secondo me, sì. Gli spetta
di diritto e di fatto quello delle cazzate.
|