“Benvenuti al Sud ”
Articolo di Andrea Stabile pubblicato da
IL
SETTIMANALE DI LATINA (uscita del 4/12/2010)
Raramente capita di
sentire una persona che parla e provare il piacere di
riconoscersi perfettamente in tutto quello che dice. A
me è successo proprio recentemente, per cui ho voglia di
scrivere le cose che ho sentito da quella persona e che
ho ampiamente condiviso. Eccole, in sintesi, a parole un
po’ sue ed un po’ mie. C’è la diffusa tendenza a
percepire la politica come qualcosa di sporco, a
considerare tutti quelli che cercano di farsi parte
attiva allo stesso modo e, quindi, come persone
interessate soltanto al proprio tornaconto personale.
Tutto ciò induce a non partecipare, a non interessarsi,
a rimanere indifferenti, ma non partecipare significa
consegnare la gestione della cosa pubblica a quei gruppi
che perseguono propri interessi e hanno la capacità di
organizzarsi. La politica spesso si è ridotta a mero
scambio. Si vota una persona per avere un favore, grande
o piccolo che sia: l’assegnazione di una casa popolare,
l’autorizzazione per aprire un’attività commerciale,
l’asfalto sul vialetto sotto casa, la pubblica
illuminazione in una strada buia vicino la propria casa,
il rifacimento di un marciapiede, la sistemazione di un
campo di calcio, e così via. L’elettore che va a votare
sente di fare una cosa utile, forse addirittura
necessaria. Ragiona pensando che i politici sono tutti
uguali, per cui tanto vale dare il proprio voto per
ottenere una cosa. Non ci si rende conto, però, che ti
danno una cosa ma ti tolgono tutto il resto. Il
politico, facendoti ottenere una sola cosa, che tra
l’altro comunque ti spetta di diritto, si è comprato
tutto. L’elettore non può più dire niente, non può più
parlare di niente, non può più chiedere nulla, perché il
voto lo ha dato per una sola cosa. La persona, che
ascoltavo con sempre maggior interesse, ha poi parlato
del commercio dei voti, riferendo di zone d’Italia dove
addirittura i voti si possono comprare in cambio di una
somma di denaro. La persona in questione è Roberto
Saviano. A me, uomo di destra, non interessa affatto che
Saviano sia etichettato di sinistra. Quando dice delle
cose che corrispondono a quello che penso io ci tengo a
condividerle e non voglio farmi fregare dal giochetto
destra/sinistra. Quello che effettivamente mi interessa
più di ogni altra cosa è sottolineare che il discorso
di Saviano era riferito soprattutto al Sud dell’Italia,
ma in realtà l’autore di “Gomorra”, a sua totale
insaputa, ha parlato anche di Latina ed in particolar
modo di situazioni che hanno riguardato le ultime
elezioni comunali (maggio 2007). Ora, poiché nella
prossima primavera riandremo a votare per scegliere il
nuovo sindaco e la nuova amministrazione comunale, sarà
bene che la capacità di indignarsi e la voglia di
partecipare prenda il sopravvento sull’indifferenza e la
rassegnazione. Sarà bene che non si lasci campo libero
ai soliti fabbricanti di voti. Sarà bene che non ci si
lasci fregare da “volti nuovi” di liste civiche, che in
realtà sono liste civetta, dietro le quali si nasconde
la regia e l’organizzazione di politici bolliti e avidi
di potere in cerca di improbabili rivincite personali.
Sarà bene che si faccia una forte scelta di
discontinuità rispetto alla passata amministrazione.
Sarà bene che Latina sia restituita ai propri cittadini
e mai più lasciata in mano a chi l’ha usata, a chi l’ha
mortificata dal punto di vista urbanistico, a chi l’ha
saccheggiata dal punto di vista finanziario sperperando
risorse. Sarà bene che Latina torni ad essere una città
capoluogo distante 60 Km. da Roma e non sia più uno
spazio che si trova vicino alla provincia di Caserta.