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LETTERA APERTA
Caro Alfonso Pecoraro Scanio;
consentimi di farti la medesima
domanda che ogni Paese si pone all’ indomani di ogni
consultazione elettorale: ma se i partiti –a sentir loro-
hanno vinto tutti, allora le elezioni chi le ha perse
veramente, vivadiana? Stando ai risultati del tuo
schieramento, se la risposta fossi tu a darmela, sarebbe
certamente questa: <io>.
Allora vedi, Alfonso, che anche nella nostra, così come
spesso succede in ogni società culturalmente avanzata, a
vincere sono sempre i cittadini? Sono le pulsioni, i
ragionamenti, le scelte a vincere. Una cosa è certa: so
quanto questo ti faccia diventare verde (o, scusa, diciamo
giallo, perché verde lo eri già. Anzi scusami l’ ardire: lo
sei ancora?), ma questa volta a vincere, sia pure
idealmente, è stato il mondo degli Uomini dei Boschi. Io non
so ancora chi governerà l’ ambiente, la ruralità e le
tradizioni italiane al posto tuo, ma di una cosa sono certo,
caro Pecoraro Scanio: il tuo prepensionamento non può che
riempire di gioia, non solo il sottoscritto e i cacciatori,
ma tutti gli italiani stanchi dei tuoi no. E ciò che mi
piace di più adesso, è che tu -come l’ Uomo Dal Monte-
almeno per una volta nella vita, hai dovuto dire sì…alla
democrazia. Fino a che esiste la caccia, tu hai sempre
contato su un lavoro sicuro. Quello della polemica. E datosi
che la caccia -posso confermartelo con avveduta certezza-
non chiuderà mai, hai continuato a pensare fino a ieri di
avere sempre “qualcosa da fare”: parchi, parchetti, ZPS,
SIC, chiusure, steccati, fili spinati, sirenate all’
apertura, proclami, elucubrazioni di ogni tipo, sono le tue
specialità; ormai lo sappiamo tutti e per certi versi c’
eravamo perfino abituati ad ingollare la minestra che ci hai
riscaldato ostinatamente ad ogni riapertura della nostra
“stagione”. Ma questa volta non sono stati solamente i
cacciatori a mandarti a casa, che pure avrebbero avuto
ragioni sacrosante per farlo, caro Alfonso, ma gli italiani
tutti. Il lavoro lo hai perso; e lo sai perché? Perché i
quattro gatti (o scusami, adesso devo dire due?) che fino ad
oggi avevano applaudito le tue isteriche scelte negative a
riguardo dei rigassificatori, dei termovalorizzatori, del
nucleare e delle grandi opere, hanno capito finalmente che
occorre cambiare registro. L’ Ambiente in cui viviamo ha
bisogno di idee, non di ideologie. Non saranno gli
animalisti o i tuoi seguaci di un sole al quale ormai non
resta che piangere a salvare il pianeta, ma gli uomini
tutti, compresi quelli che hai sempre tenuto fuori dalla
porta della tua riserva privata ministeriale, i
cacciatori.
Io conto molto nel dialogo che
potremo affrontare serenamente con il tuo successore.
Chiunque esso sia. Per il bene di tutti. Chiederemo anche a
lui ciò che non siamo mai riusciti ad ottenere da te: essere
fra coloro che decidono delle sorti ambientali del nostro
Paese; per quelle che possono essere le nostre competenze,
s’ intende. Le stesse che ci riconoscono le istituzioni
attraverso le normative decise in parlamento da tutti gli
italiani. Tu, non solo non hai mai accettato il dialogo con
noi, ma non hai mai perso occasione per penalizzarci con
decisioni prive di ogni fondamento logico. Adesso, se d*o
vuole, pur potendoti sfogare ancora quanto e quando vuoi,
potrai farlo solamente all’ esterno del Palazzo. Un sigaro,
me lo insegni, non si nega mai a nessuno….
Un’ ultima cosa, Alfonso. Ora che hai
qualche anno in più e tanti impegni in meno, perché non
cominci a goderti la vita e non inizi a guardare l’ ambiente
con i veri colori della natura? Guarda che questo mondo,
anche se ti sei sempre ostinato a vederlo sotto l’ aspetto
della tua inquietante monocromia verde, è a colori sai?
Perché non pensi alla salute e non ti prendi anche tu una
vacanza con una bella licenza di caccia fresca fresca?
Potrai lasciare a casa il fucile, se ti pesa. Ma non
potrai dimenticare di metterti in tasca una penna, un
orologio di precisione, un metro e una bussola. Ti
serviranno, Alfonso. Se non ne capisci il perché o non
ricordi le soluzioni dei quiz dell’ esame per avere ottenuto
la licenza, è tutto spiegato sul tesserino e sul calendario
venatico, stai tranquillo. Una stagione sui miei monti con
me e il mio Ciack, non solo ti farebbe bene sotto l’ aspetto
fisico, ma con molta probabilità ti farebbe conoscere
emozioni mai provate o forse ormai dimenticate.
Mio padre, per i due mesi estivi di
vacanza scolastica, mi mandò a governare la vigna. Così,
tanto per sapere cosa voleva dire lavorare. Avevo 14 anni,
ma dopo questa faticosa esperienza, pur se debbo
riconoscerla non del tutto negativa, decisi di prendermi una
laurea.
Il bere genuino, si sa, propone
sempre soluzioni impegnative.
Auguri.
Sergio Gunnella |
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