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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

 

Riceviamo e pubblichiamo:

 
 

LETTERA  APERTA 

Vorrei  esporre alcune importanti riflessioni sul Decreto Gelmini e sul Decreto Brunetta. La Camera  ha votato la fiducia al Decreto-legge n°137/2008 del ministro Gelmini  e, a breve(mercoledì 29 ottobre), la legge passerà all’approvazione del  Senato. In questo decreto non c’è traccia di una vera pedagogia e di una reale didattica,non c’è un progetto formativo,non c’è un’analisi delle esigenze  reali del discente. Questa riforma mette in ginocchio la scuola pubblica,mentre sono previsti finanziamenti per quella privata. Sono interventi  con l’ unico scopo di risparmiare dalla scuola:praticamente ,secondo l’attuale Governo,l’Italia è in crisi economica a causa della categoria “insegnanti”.I tagli a partire dalla Finanziaria sono di 87.341 docenti e di 42.500 unità del personale ATA,attraverso tre interventi forti alla scuola pubblica:meno ore di lezione,meno docenti e più alunni per classe. Il Governo  definisce questi interventi <<razionalizzazione>>,ossia risparmio della spesa(8 MLD in tre anni) con effetti devastanti sul sistema scolastico nazionale. Nella scuola dell’infanzia si prevede solo  l’orario antimeridiano dalle 8 alle 13 e nella scuola primaria si tornerà al maestro unico. Ci sarà un ritorno indietro ed il ricorso al doposcuola a spese dei genitori  con la conseguente rimozione dell’uguaglianza delle opportunità,di quella effettiva e non di quella formale. Si vuole una scuola differenziata per classi sociali. Tutto comporterà un abbassamento dell’offerta formativa e della qualità del sistema scolastico. La società è sempre più complessa e multietnica e richiede interventi didattici e metodologici sempre più specializzati ed individualizzati:il bambino ha bisogno di una pluralità di insegnamenti. Verrà meno il processo di integrazione degli alunni con disagio fisico e sociale e degli allievi immigrati stabilmente presenti nelle  scuole,poiché per questi soggetti più deboli negli ultimi vent’anni si sono prodotti insegnamenti differenziati e specializzati.  Nella scuola secondaria di primo grado è prevista la riduzione degli orari con conseguente taglio agli organici e diminuzione degli stipendi, la non immissione in ruolo dei docenti precari iscritti da anni nelle graduatorie ad esaurimento(già permanenti) e nelle graduatorie regionali di merito in seguito a concorso pubblico. I precari andranno a casa dopo che per anni hanno contribuito alla realizzazione e al successo della scuola dell’autonomia. L’obbligo scolastico scenderà dai 16 anni ai 14.Nella scuola secondaria di secondo grado si porteranno gli anni da 5 a 4,il che significa ulteriore taglio degli organici. Il Decreto-legge n°133/2008 del ministro Brunetta ,invece,attacca le assenze per malattia:chi sta male deve stare agli “arresti domiciliari” dalle 08.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 20.00 senza  avere la possibilità di potersi recare dal medico o in farmacia. Brunetta ha ,inoltre,dichiarato che gli insegnanti guadagnano troppo per un lavoro”part-time”.Certamente non siamo così in malafede da pensare che il suo lavoro di docente universitario si esplichi nelle sole ore frontali in cui è davanti agli studenti,ore che constano di 45 minuti per tre giorni settimanali,a cui si aggiungono quelle per gli esami delle sessioni. Ma noi, semplici insegnanti della scuola dell’infanzia,della primaria,della secondaria di primo e secondo grado, non abbiamo pensieri così infidi da credere che il Ministro non abbia trascorso ,come noi,interi pomeriggi o serate o fine settimane a correggere minuziosamente i compiti degli alunni,che spesso sminuiscono il lavoro dei docenti grazie anche alla considerazione negativa che l’attuale Governo ha nei nostri confronti. Forse c’è una sorta di “accanimento terapeutico”verso gli insegnanti,come se il tracollo economico del Paese fosse stato causato dagli operatori della scuola?Speriamo vivamente che i Signori Ministri dell’Università e della Ricerca e della Pubblica Amministrazione possano fare un passo indietro e cercare un dialogo costruttivo e producente con le parti sociali coinvolte in queste riforme. 

24 Ottobre 2008

A.M. Virgini