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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

 

Riceviamo e pubblichiamo:

 
 

E L'ACQUA E' TORNATA AFFARE LORO
di Francesco Storace


Complimenti vivissimi alla maggioranza di Berlusconi, complimenti vivissimi
all'opposizione di sua maestà.
Il voto di aprile è stato davvero utile. Utile a far comandare in Parlamento
gli speculatori dell'acqua, gli approfittatori di un bene di tutti i
cittadini, con un vergognoso atto di arroganza.
Lo si è saputo da poco, ma è davvero grave quello che è accaduto
all'insaputa di tutti.
E' stato votato in Parlamento ad agosto l'articolo 23 bis del Decreto Legge
numero 112, con il quale scatta la privatizzazione dell'acqua.
E' stata una manina parlamentare a inserire nel decreto Tremonti un articolo
scritto su misura, che non c'era nel testo originario approvato in Consiglio
dei ministri. Nell'iter parlamentare è stata inserita la norma che serve a
privatizzare l'acqua, sotto il titolo "Servizi pubblici locali di rilevanza
economica".
Questo articolo è passato con il sostegno dell'opposizione, in particolare
del Pd, nella persona del suo cosiddetto ministro-ombra Lanzillotta.

Questo è il testo:
"Le disposizioni del presente articolo disciplinano l'affidamento e la
gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, in applicazione
della disciplina comunitaria e al fine di favorire la più ampia diffusione
dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera
prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla
gestione di servizi di interesse generale in ambito locale, nonché di
garantire il diritto di tutti gli utenti alla universalità ed accessibilità
dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni, ai
sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione,
assicurando un adeguato livello di tutela degli utenti, secondo i principi
di sussidiarietà, proporzionalità e leale cooperazione. Le disposizioni
contenute nel presente articolo si applicano a tutti i servizi pubblici
locali e prevalgono sulle relative discipline di settore con esse
incompatibili".

In buona sostanza, si regala anche l'acqua alla follia privatizzatrice.
Per il Parlamento, l'acqua non è più un bene pubblico, ma mercanzia da far
gestire dalle solite grandi aziende d'oltreconfine, quelle che sono già
proprietarie delle acque minerali.
La conseguenza la sconteremo ogni volta che arriverà la bolletta a casa, con
i privati che decideranno quanto farci pagare. Il tutto nel buio totale,
nelle manovre parlamentari, nelle trame che caratterizzano da troppo tempo
il palazzo contro il popolo.
Nessuno ne ha parlato, le Camere decidono senza farci sapere, i media
tacciono.

27 Ottobre 2008