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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera nella quale totalmente ci riconosciamo. Grazie NT, per aver voluto renderci partecipi del tuo pensiero anche a nome di tutti coloro che hanno il nostro sito come punto di riferimento.

 
 

POLITICA,  L’INCARNAZIONE DEI CONCETTI…TRA UTOPIE E FALSITA’

Quando Aristotele teorizzava il concetto, evidentemente assai antico, di politica, poneva al centro l'amministrazione della "polis" per il bene di tutti, ovvero la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipassero.

In linea con questo ragionamento s’intende certamente chi opera nelle strutture deputate a determinarla, la politica, ma altresì l’occupazione o la pre-occupazione di coloro che  in un modo o nell’altro vedono come viene gestito lo stato con le annesse ramificazioni territoriali. In tal senso è un politico anche chi, subendone effetti negativi ad opera di coloro che ne sono investiti istituzionalmente, scende in piazza per protestare.

Vediamo di trasferire la nozione ai nostri giorni. Spostiamoci nelle nostre città.

Un duro colpo è inferto dalle evidenze attuali alla filosofia aristotelica, ma anche alle teorie esemplari che per secoli hanno rincorso la purezza di una dinamica, come quella politica, il più possibile idealizzata,

Facciamo mente locale sul nostro spazio politico, comune. Dalle piazze ai parcheggi, dai parchi alle file negli uffici postali, dai palazzi comunali a quelli scolastici, gli ospedali (quelli ancora aperti), le strade, le fabbriche chiuse.

Tutto politicamente gestito ma senza più nemmeno l’ombra della sapienza governativa che ha illuminato le menti più eccelse. Semplicemente, diremmo, un gioco a prendere, a chi prende di più, a chi prende meglio, a chi prendendo più egregiamente elude lo stridente contrasto di un’azione turpe con la nobiltà del principio di partenza, che però appunto si è perso in fase di partenza ovvero alle nomine elettorali.

I politici locali lo sanno…eh…se lo sanno..!!

La provincia di Latina fa le spese, come tante altre, della possente crisi che devasta, senza mezzi termini, l’Intera nazione proprio a causa del maledetto gioco che dicevamo. Migliaia di famiglie sono in serie ristrettezze, nessuna tutela, nessun servizio, nessuna applicativa funziona, ma nemmeno per finta, ad attenuare la crudeltà di questo momento. La CISL “assiste”, per modo di dire, oltre 230 operai in mobilità, solo nel settore metalmeccanico, che dal 2009 ancora non percepiscono la garanzia (in uno stato garantista), degli ammortizzatori sociali.

In poche parole ancora non è stato erogato nessun assegno di mobilità.

Se uno di questi operai si trova a lavorare “al nero” è fuori legge, perché sta rubando. Altre entrate non ne ha. Nessun politico offre alternative, eppure paghiamo a peso d’oro i loro ragionamenti per piazzare strategie locali.

Una vergogna? Uno scandalo? Una grande tristezza…

In fondo i prelievi fiscali altro non erano che i nostri soldi messi da parte, sempre dallo Stato garantista, per i giorni di carestia, ma poi derubati silenziosamente per i giorni dell’abbondanza…di qualcun altro!!

E allora hai voglia a far brillare le nostre città di eventi, sagre, fiere, inaugurazioni con annesso, sontuoso, banchetto…Ma cosa devono festeggiare? L’ennesima razzia?

E intanto noi restiamo a guardare come si divertono, dai vetri chiusi delle nostre finestre, perché è lì che siamo confinati. Senza nome, senza identità, siamo solo un codice che chi ci governa digita a piacimento per poi prelevare la cifra del momento.

Eppure non pensavamo di essere così ricchi, noi “poveri” proletari e ex proletari, da poter mantenere il loro livello.

In tutto questo c’è un paradosso. La cosa più rude, che veramente dà sgomento, stringe il petto in una rabbia fisiologica che ci sforziamo di contenere in attesa che il Giudizio Divino si manifesti, non è la difficoltà di sopravvivere, la scommessa della spesa di ogni giorno, la catapulta a acrobatica delle bollette, lo spettacolo disarmante delle nostre fatiche rapinate da chi ci governa, nooo.

La cosa più agghiacciante, e chi non converrebbe su questo, è che i nostri cari politici, i governanti, gli illuminati continuano il gioco perverso nella totale indifferenza di noi, è la perdita di ogni etica che dimostrano nel vivere la dimensione istituzionale nel totale menefreghismo delle conseguenze che esso sorbisce, e sempre contro di noi che siamo e saremo il complemento oggetto dell’azione politica.

Badiamo bene, si è perso anche il senso dell’orientamento.

Qualcuno sa infatti ancora dov’è la destra e dove la sinistra?

Se invece di passeggiare in auto blu gli onorevoli camminassero a piedi, oltre che contribuire a bruciare più rapidamente i grassi accumulati con le nostre ruberie, potrebbero sentire la gente, come la sento io: stufa, critica su entrambi i versanti,come sono io, fortemente astensionista, incredula, sfiduciata.

La gente vera, quella non asservita al clientelismo alimentare.

Eppure basterebbe così poco a perseguire il vero, che quasi sempre è anche la cosa più giusta e buona.

Semplicemente invitare ai loro banchetti, ai loro festini, alle loro squallide alleanze, anche la loro Coscienza. Ne risulterebbe inorridita al punto tale che il giorno dopo, tolti tutti gli specchi dai loro paraggi, non oserebbero nemmeno guardarsi dalle vetrine dei negozi…tali e tanto stravolti apparirebbero i loro volti, disumani, quelli delle migliaia di briganti politicanti che massacrano il paese.

Pertanto, caro Aristotele, hai fatto bene a lasciarci un ricordo su cui meditare, forse è anche un messaggio di speranza.

La gente di ogni giorno, la gente che stenta la vita, resistendo sta già trionfando, e come sempre…ride bene chi ride ultimo!!

N.T.