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Quando un rifugiato vale, più o meno, 37 euro
al giorno
Di Diego Sabatinelli
E’ questa la cifra che le cronache locali attribuiscono
al valore di un profugo per le tasche del politico al
netto di quanto veniva effettivamente speso per il
rifugiato, il calcolo è presto fatto: 42,50 euro al
giorno dalla Regione Lazio per ciascun ospite nelle
strutture individuate, poco più di 5 euro la spesa per
offrire ad ognuno dei profughi in arrivo dalla Libia un
piatto di riso al giorno e un alloggio privo delle più
elementari condizioni igienico sanitarie.
E’ il periodo in cui entra in vigore il decreto di
emergenza nazionale, stiamo parlando della famosa
emergenza dei profughi dalla Libia in piena guerra
civile, che per il nostro Paese si traduce nella solita
ridicola impreparazione a gestire un qualsivoglia
problema, con relativo balletto di polemiche e scenari
da fantapolitica. La Protezione Civile incarica le
Regioni di cercare soggetti privati accreditati e
credibili, professionalmente adatti a gestire
l’ospitalità dei rifugiati. Nel nostro caso i requisiti
per ospitarli vengono avallati dal Dipartimento
Programmazione Economica e sociale della Regione Lazio,
Direzione regionale politiche sociali e famiglia, Area
per le politiche migratorie e integrazione sociale.
Scrive il quotidiano Latina Oggi il 22 gennaio 2012: “A
luglio la stretta vera e la selezione di questi
soggetti. La Regione Lazio sceglie Fantasie (Onlus) e a
quanto pare commette un grave errore di valutazione. Ma
omette di fare controlli pur previsti dalla legge in
maniera dettagliata e ciò induce a pensare che forse la
Regione non ha solo sbagliato ma in qualche modo
collaborato all’ascesa di Fantasie. E infatti è questo
il secondo filone dell’inchiesta sulla truffa legata
all’accoglienza dei profughi in provincia di Latina”.
Sicuramente il grave errore di valutazione i politici
locali e regionali lo hanno fatto, ovvero quello di
sottovalutare la presenza di eletti radicali nella
Regione Lazio, e che proprio nella zona in cui avviene
la truffa ci sono cittadini ormai stufi che riferiscono
tutto quello che di strano, se così vogliamo dire,
avviene. Scattano immediate le indagini che portano
pochi giorni fa all’arresto di 5 persone destinatarie di
un’ordinanza di custodia cautelare per i reati di truffa
ai danni dello Stato, falso e sostituzione di persona
e abbandono di minore ed incapace, tra
gli arrestati un
ex dell’ultra sinistra,
Rinaldo Ceccano, diventato segretario del PdL di
Sezze, nonché consigliere comunale. Nei giornali si
parla di una truffa per 380 mila euro già erogati e
milioni di euro di impegni presi.
Fin da subito ci arrivano informazioni su ciò che si sta
verificando, si aggirano rifugiati in cerca di cibo ed
altri beni di conforto, nel Comune di Bassiano ci sono i
primi accertamenti della Polizia Locale; ed è di questi
giorni la prima interrogazione del Gruppo Lista Bonino
Pannella – Federalisti Europei, si chiede conto
all’assessorato ai servizi sociali della Regione Lazio
di quanto trapela dalla zona. Così il 27 luglio 2011
l’interrogazione dei consiglieri radicali:” Considerato
che: per i rifugiati ed i richiedenti asilo sono
previsti standard di accoglienza basati sulle linee di
gestione del Sistema di protezione per Richiedenti Asilo
e Rifugiati (Sprar), oltre ad un monitoraggio costante
del livello di accoglienza e formazione su scala
territoriale per gli operatori coinvolti; l’attuale
amministrazione regionale ha dichiarato che intende
mettere in campo un modello di accoglienza qualificata e
una Banca dati dei rifugiati; se è intenzione
dell’attuale Giunta regionale di accertare
immediatamente quanto è stato denunciato dai giornali e
dal Comune di Bassiano individuando eventuali
responsabilità anche della Regione Lazio; se sono state
impegnate risorse economiche dell’amministrazione
regionale per i rifugiati e richiedenti asilo nei comuni
di Bassiano e Sezze (LT), eventualmente l’ammontare e i
destinatari di tali risorse.”
Nel frattempo interviene l’Arma proprio presso gli
uffici dell’assessorato ai servizi sociali del Lazio: il
quotidiano Il Messaggero, cronaca di Latina, pubblica il
30 luglio 2011 la notizia del blitz negli uffici della
Regione Lazio del Commissario regionale della Protezione
Civile per l’emergenza rifugiati e dell’assessorato ai
servizi sociali regionali operato dai carabinieri
guidati dal comandante del nucleo operativo della
Compagnia di Terracina e della stazione di Roccagorga
per acquisire atti riguardanti il bando di concorso
relativo all’assistenza ai profughi; mentre il
quotidiano Latina Oggi del 31 luglio 2011 pubblica un
articolo sulla questione rifugiati con il titolo
“l’affidamento incongruo. Anomalie nei contratti tra
Fantasie e Regione. Il dossier dei carabinieri”.
Ma ancora più eloquente un comunicato di quel famoso
Movimento Libero Iniziativa Sociale di cui già ho
parlato per altre questioni legate alla mala gestione
partitocratica della provincia di Latina, che spesso ci
fornisce informazioni utili su quello che avviene in
zona, pubblicato su dimmidipiu.it:” il caso scoppia con
le dimissioni dell'ex assessore ed ex vicesindaco di
Sezze Umberto Marchionne, UDC, che in questa città
governa con il PD. Il primo cittadino setino Andrea
Campoli, pur costretto ad un rimpasto di giunta ancora
da definire, ha mantenuto e sta mantenendo sull'intera
vicenda un silenzio cui sarebbe doveroso sottrarsi. Ben
differente è stata la posizione del suo collega di
Bassiano, Cacciotti, il quale ha deciso di coinvolgere
tutte le autorità competenti, dalla Prefettura alla
Procura. Diversa anche la situazione a Roccagorga, dove
i Carabinieri, coordinati da Terracina, hanno aperto
un'indagine, che ha condotto ad un blitz presso gli
uffici della Regione Lazio. Chi risponde per il sindaco
di Sezze è il PD, il quale "si tira fuori dalle
polemiche" con una nota ufficiale della segreteria, come
se fossero questioni che non lo riguardassero o di poco
rilievo. Piuttosto che entrare nel merito del "business
dei rifugiati", i democratici sollevano una cortina
fumogena parlando di "speculazione politica", di una
"sciocca querelle tra partiti". Se è vero che
l'assessorato regionale competente, quello di Aldo
Forte, UDC, che nel Lazio governa con il PDL, non può
tirarsi fuori dalla vicenda con dichiarazioni
chiaramente insoddisfacenti per tutti, tanto meno può
tirarsene fuori chi governa Sezze”.
Una volta si diceva rubare le caramelle ai bambini, oggi
siamo andati oltre, molto peggio! Da Latina Oggi, 22
gennaio 2012: “(…) dopo essere stati stipati e
abbandonati all’interno di abitazioni che avrebbero
potuto ospitare non più di cinque persone i 46 ragazzi
lamentano di aver dormito per terra nei sacchi a pelo …
di aver ricevuto sapone per lavarsi ma nulla per potersi
asciugare. Di essere stati lasciati senza acqua, senza
bicchieri, senza vestiti, lenzuola o coperte … se
parlate con i carabinieri rischiate di tornare in
Africa, minacce reiterate ogni qualvolta chiedessero
qualcosa, per ottenere in cambio ciò che il capitolato
per l’affidamento del bando Prir avrebbe imposto alla
coop Fantasie”.
Da luglio il gruppo radicale alla Regione Lazio aspetta
risposte alle interrogazioni, solo venerdì 20 gennaio
2012, a seguito di un comunicato di sollecitazione,
l’assessore ai servizi sociali del Lazio, Aldo Forte,
promette di inviare subito spiegazioni sull’accaduto.
Chiudiamo con una nota di colore; un altro assessore ai
servizi sociali, quello della provincia di Latina, viene
citato nell’ordinanza di custodia cautelare del GIP
perché il 25 luglio rassicura telefonicamente i
carabinieri di Roccagorga sull’operato della cooperativa
“… stanno sistemando …”!
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