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Per chi ha deciso di non mandare... il cervello all' ammasso

Tariffe locali, altra stangata: +20% in 4 anni

 

Negli ultimi cinque anni i comuni italiani hanno lasciato aumentare le tariffe di loro competenza con un ritmo quasi doppio rispetto a quello dell’ inflazione. Un altro sistema assieme a quello di aumentare la tassazione locale, con cui i sindaci hanno provveduto a rifarsi dei forti tagli dei trasferimenti dalle casse dello Stato centrale.

Tra il 2003 e il 2007 le tariffe di competenza degli enti localisono aumentate mediamente del 20%; quando l’inflazione nello stesso periodo, è stata dell’ 11,2%.

Un aumento quasi doppio, quindi, e a volte addirittura triplo rispetto al caro vita. E’ il caso della tassa sui rifiuti, che in cinque anni è diventata più cara, in media, del 29,3%. Quella sull’acqua, nello stesso periodo, è aumentata del 23,7%. Anche i trasporti locali hanno fatto segnare aumenti sostanziosi: la spesa per il bus, tram, e metropolitane è salita in media del 18,4%,

mentre le tariffe dei taxi sono aumentate del 13,9%.

Non c’è un caso dove gli enti locali abbiano deciso di aggiornare le loro tariffe mantenendole in linea con l’inflazione, infatti i ritocchi sono sempre superiori al caro vita: di 18,1 punti i rifiuti, di 12,5 punti l’acqua, di 7,2 il trasporto pubblico, di 2,7 punti i taxi. Va un po’ meglio per le tariffe che sono di competenza delle Authority.

 

In questi casi le spese per gli italiani sono cresciute, tra il 2003 e il 2007, mediamente del 14%. La bolletta del gas ha subito l’incremento più corposo, con un +23,8%, quella dell’ energia elettrica del 21,1%.

Anche le tariffe autostradali staccano nettamente il caro vita: +18%, vale a dire 6,8 punti in più. Contenuto il differenziale fatto segnare dalle tariffe postali che, con un aumento del 12,7% superano l’inflazione di 1,5 punti. I biglietti ferroviari sono saliti del 10,9%.

Nei casi delle tariffe comunali e locali si tratta di costi gestiti da società controllate dai comuni e dalle Province, che nella maggioranza dei casi non sempre brillano per efficienza, grazie al fatto che operano in condizioni praticamente di monopolio.

 

Carburanti

 

Il gasolio italiano è il più caro dell’ Ue

 

Non c’è freno alla corsa al gasolio. Secondo le ultime rilevanze del ministero per lo sviluppo economico industriale del disel nelle ultime settimane si è assestato a 0,700 euro al litro, 0,054 in piùcioè della media dell’ Europa a 27, pari a 0,646 euro. Si tratta del divario più alto mai registrato.

L’ Italia per il costo del disel si pone così al vertice della classifica europea: prima per il caro-costo del carburante. Resta sui massimi anche lo “stacco” tra il prezzo industriale italiano della benzina nel confronto con gli altri partner dell’Europa a 27: il differenziale si attesta infatti a 4,7 centesimi di euro con un livello di 0,589 euro al litro contro una media europea di 0,542 euro.

Negli ultimi tre anni il prezzo industriale italiano di benzina e gasolio è stato costantemente superiore a quello degli altri paesi dell’area euro.

Se sul fronte del disel la penisola guida il caro-carburanti industriali a livello europeo, anche per la benzina i prezzi si pongono sul podio. Al terzo posto, solo dopo Olanda e Malta dell’ Ue-27.

 

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