Astral, un polverone per coprire i misteri

Le notizie sulla fallimentare gestione Astral, emerse anche da audizioni tenute presso le sedi deputate, vengono utilizzate da coloro che dovrebbero fare chiarezza su una questione che si trascina ormai da troppo tempo, in tutt'altro modo. Piuttosto che consegnare i libri contabili in Tribunale al più presto, si paventa la chiusura dell'azienda regionale strade Lazio. Ci si fa scudo di un "fiore all'occhiello" regionale, ma stando ai risultati l'Astral appare tutt'altro, e di decine di sedicenti posti di lavoro, per evitare di rendere palesi i problemi reali. Quale è il deficit aziendale, di quale entità le sofferenze bancarie, dovute a cosa, quale è la pianta organica completa di nomi, mansioni e livelli, quanto l'ammontare delle consulenze ed i nomi dei consulenti, quali gli appalti e le ditte appaltatrici, quali le procedure di appalto, quali le spese di rappresentanza, quali le sponsorizzazioni?
E quali i bilanci di questo e degli anni precedenti? Di ciò dovrebbero interessarsi quei senatori che in una nota congiunta hanno evidenziato meramente le loro preoccupazioni per una ipotetica cessazione di attività dell'Astral. Fino a che punto dobbiamo credere che lo spauracchio di tale problematica non venga sbandierato al solo scopo di celare il vero bubbone, cioè quello di un carrozzone che ha moltiplicato posti ed ingoiato milioni di euro? Perché di questo dovrebbero occuparsi quei senatori, così solerti ora che emergono le magagne, ma sempre assenti quando l'Astral alimentava il deficit. Sottolineiamo che tra i senatori che hanno sottoscritto la nota di cui sopra c'è Giuseppe Ciarrapico, PDL, che è sempre stato ben attento a non accogliere nelle pagine dei quotidiani di sua proprietà le notizie riferite alle fallimentari gestioni dell'azienda regionale, in particolare quelle che vedevano coinvolto l'ex presidente Giovan Battista Giorgi, PD. E non ci stupisce l'intervento, sulla stessa falsariga dei suoi sodali, del vice presidente settore trasporti del PDL Francesco Aracri, il quale, piuttosto, potrebbe contribuire a fare luce sulla misteriosa pianta organica aziendale, essendo, a quanto ci risulta, ben informato nel merito.

22 Dicembre 2011

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