Ecomostro in libertà vigilata

Con ordinanza dell'Ufficio Tecnico comunale è stato interdetto l'accesso all'Anfiteatro. Il Comune di Sezze, da Movimento Libero Iniziativa Sociale più volte chiamato in causa nel corso di questi anni, si è reso conto soltanto il 6 agosto scorso della pericolosità della struttura e delle sue aree pertinenziali. Ma che l'Ecomostro, complesso in cemento che ha devastato l'equilibrio ambientale di tutta l'area, prendendo il posto dell'opera originaria, ben inserita in essa ma abbattuta con le ruspe, avesse subito atti vandalici di vasta portata, è cosa da noi denunciata e risaputa da sempre. Interdetto l'accesso, eliminato il problema? Innanzitutto da Via Diaz dovrebbero far sapere come sia stato possibile abbandonare alla devastazione un'opera, orrenda ma comunque costata finora circa 3 milioni di euro, senza che si provvedesse per tempo alla sua salvaguardia.
Così, ai danni arrecati da una colata di cemento in un ambiente integro, vanno ad aggiungersi quelli dovuti all'incuria e all'abbandono da parte di chi aveva la responsabilità anche della sorveglianza. Facendo orecchie da mercante, gli amministratori di Sezze sono rimasti insensibili a qualsiasi tipo di appello, evitando sistematicamente di intervenire sulla questione. Movimento Libero Iniziativa Sociale, da anni impegnato in una battaglia che vuole arrivare all'abbattimento dell'Ecomostro ed al ripristino dello status quo ante, deve ricordare che a tutt'oggi risulta del tutto carente la documentazione fornita dal Comune di Sezze alla Regione Lazio dopo le diverse interrogazioni fatte da noi presentare tramite il Gruppo Radicale. Sulla vicenda gravano ancora tante ombre e tanti dubbi, aumentati dopo che l'APT di Latina, proprietaria del sito dato in comodato al Comune, ha fatto chiarezza sui prodromi della vicenda, su come avesse ceduto il diritto di superficie per lavori di restauro, ripristino e messa in sicurezza del complesso previa sua autorizzazione e come abbia invitato nel 2005 il Comune a sospendere immediatamente ogni intervento sull'area, non avendo tenuto conto del progetto preliminare fatto predisporre dalla stessa APT. Se questi sono i prodromi, come è stato possibile il disastro attuale? Come è stato possibile accedere a fondi DOCUP? Come sono stati bruciati questi fondi? Come è stato possibile abbandonare ai vandali un'opera, da abbattere secondo noi, ma finora costata milioni di euro? Su tutta la vicenda occorre fare piena luce e MLIS andrà avanti fino in fondo. Occorre ricordare, a margine, per far capire un clima generale, il servizio taroccato sull'Ecomostro mandato in onda da Striscia la Notizia, che in evidente accordo con il sindaco di Sezze Andrea Campoli, evitò accuratamente di far parlare coloro che avevano denunciato la situazione al TG satirico.

Sezze 11 Agosto 2012

lavocelibera.it -Movimento Libero Iniziativa Sociale

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