Ombre sull'Ecomostro di Sezze

Si addensano ancora più nubi intorno alla vicenda dell'Ecomostro di Sezze in Via Piagge Marine, un'opera devastante che ha irreparabilmente distrutto il preesistente Teatro Italiano, il popolare Anfiteatro. A distanza di 15 mesi dalla prima interrogazione sul caso, fatta presentare da Movimento Libero Iniziativa Sociale, tramite il Gruppo Radicale alla Regione Lazio, alla presidente Renata Polverini, seguita da solleciti e integrazioni, arriva soltanto una "non risposta". Dal cartaceo fatto pervenire, gli unici dati interessanti, che rafforzano i tanti dubbi sull'appalto, sono quelli richiesti all'APT di Latina e inviati dal direttore Paolo Graziano. L'Azienda di Promozione Turistica della Provincia, proprietaria del comprensorio, ha ricordato come il predetto fu affidato in comodato al Comune di Sezze. A seguito dell'approvazione della Regione Lazio del Progetto STILE, il Comune di Sezze si è trovato nelle condizioni di beneficiare di un finanziamento da destinare a lavori di restauro, per una migliore fruizione da parte della collettività conformemente alla destinazione del comprensorio.
Al fine di permettere al Comune di Sezze di ottenere il finanziamento, nel 2004 l'APT ha ceduto il diritto di superficie sul comprensorio del Teatro Italiano, per la durata di 25 anni, prevedendo espressamente nell'atto di cessione che il Comune si impegnasse a reperire i fondi necessari ad eseguire "i lavori di restauro, ripristino e messa in sicurezza del complesso"e ad eseguirli previa autorizzazione dell'APT, che avrebbe dovuto essere costantemente informata dello svolgersi degli stessi." Tuttavia - scrive il dott. Graziano - il Comune di Sezze ha approvato il progetto per la ristrutturazione del Teatro Italiano ed ha proceduto all'aggiudicazione della gara d'appalto senza la preventiva approvazione dell'APT". Su sollecitazione dell'APT il Comune, successivamente, ha inviato copia del progetto, e l'APT, con nota del 18 / 10 / 2005, invitava il Comune "a sospendere immediatamente ogni intervento sull'area di che trattasi, in attesa di assumere decisioni concordate. L'APT - continua Graziano - aveva fatto predisporre dall'arch. Cerocchi un progetto preliminare presentato in sede di richiesta di finanziamento. Di tale progetto il Comune di Sezze non ha tenuto conto ed ha proceduto autonomamente". Il Comune, chiarisce l'APT, ha affidato i lavori e nonostante richieste di chiarimenti "non si è avuto alcun riscontro". Se queste sono le premesse di una vicenda a tutt'oggi irrisolta e tutta da chiarire, si evince chiaramente che il Comune di Sezze, andando avanti, ha seguito una strada che non era certamente quella tracciata dall'ente proprietario del comprensorio. Un progetto di restauro, che con la modica cifra di 350.000 euro prevedeva il recupero e l'ammodernamento delle strutture e degli arredi del sito senza stravolgimenti e nel rispetto dell'ambiente, è stato accantonato per procedere all'abbattimento della storica struttura ed allo stravolgimento ambientale, al fine di partire con un progetto plurimilionario su cui ancora nessuno è in grado di fare chiarezza. Infatti dall'assessore regionale Giuseppe Cangemi, responsabile dei rapporti con gli Enti Locali, arrivano soltanto citazioni scontate e generiche. Non entrando minimamente nella problematica, non si va al di là dell'"abbiamo chiesto che vengano forniti gli opportuni chiarimenti in merito allo stato dei lavori" alla Direzione Regionale Turismo e Direzione Regionale Infrastrutture. Chiarimenti in merito ai lavori che sono stati richiesti anche al Comune di Sezze. Un rimpallarsi di responsabilità, tra questo e quell'ufficio della Regione Lazio, che comincia a diventare preoccupante. Possibile che la presidente Renata Polverini non sia in grado, attraverso i tabulati DOCUP, di fornire almeno l'esatto ammontare dei finanziamenti preventivati e di quelli finora liquidati? Perché questo menare il can per l'aia a distanza di mesi? Perché ancora non risponde a nessuno dei quesiti riguardanti la documentazione che avrebbe consentito il finanziamento?
Non meno preoccupante è l’atteggiamento del sindaco di Sezze Andrea Campoli, il quale non solo mantiene il più stretto riserbo pur essendo stato all’epoca consigliere provinciale, ma ha fornito anche informazioni imprecise e fuorvianti nel corso del famigerato sopralluogo, taroccato, di Striscia la Notizia all’Anfiteatro.

Sezze 1 Giugno 2012

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