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L'atletica leggera trova le sue origini
nell'antica Grecia: i poemi omerici, la statuaria, Pindaro e
la pittura vascolare testimoniano la profonda passione
sportiva degli antichi greci e l'onore in cui tenevano gli
atleti. Il canto ventitreesimo dell'Iliade descrive prove
che anticipano gare che sono ancora tipiche nell'atletica
moderna: una corsa a piedi e due prove di lancio, il disco e
il giavellotto. Nel canto però dell'Odissea dedicato ai
giochi dei Feaci, Omero, quasi per completare la gamma delle
attività naturali di base (correre, saltare, lanciare) parla
anche di una prova di salto ("il maggior salto Anfiolo
spiccollo") senza specificare di quale salto si trattasse,
anche se non è azzardato pensare che si trattasse di salto
in lungo.
La nascita, gli inizi dell'atletica leggera, si perdono
nella notte dei tempi, confondendosi con i primi gesti
dell'uomo, alle prese con le sue necessità di sopravvivenza.
Non si sa per quante migliaia di anni i primi uomini abbiano
corso fuggendo ed inseguendo, e abbiano lanciato per
aggredire o per difendersi, creando così la matrice naturale
di un agonismo del tutto singolare e inconsapevole. Grecia,
Egitto, Irlanda e poi Roma e l'Etruria, risultano essere in
misura più probabile le terre in cui inizialmente il gesto
atletico dell'uomo assunse le forme più definite, non
escludendo comunque, per tempi più lontani la nascita di
esso. Quasi nulla si conosce di quanto avveniva nei
territori del Nilo e nella mitica Valle dei Re, salvo alcune
fragili notizie su gare di corsa avvenute verso il XV secolo
prima dell'era di Cristo e su competizioni consistenti nel
lancio a distanza di un blocco di pietra. Poco si conosce
anche dei Giochi di Lugnas, irlandesi, successivamente
conosciuti come Tailteann Games, datati intorno al 632 a.C.
La radice di queste competizioni traeva origine, da
contenuti religiosi o celebrativi. Il programma dei giochi
irlandesi era molto nutrito, consistendo in gare di corsa,
di lancio (pietra e giavellotto) e di salto (lungo ed asta).
Alla Grecia però, (allo spirito che ha alimentato per
originalità e per ampiezza di contenuti morali ed agonistici
una grandissima parte del gesto sportivo e atletico,
complice anche un numero cospicuo di testimonianze
letterarie ed iconografiche), viene assegnato un ruolo
essenziale, quasi totale, nel contesto sportivo di ogni
tempo. Parlare della Grecia significa, normalmente parlare
di Olimpia e dei giochi, di fiaccole, di tregue sacre ed
atleti-eroi cinti di corone di olivo. In effetti l'origine
più o meno ufficiale dello sport e dell'atletica coincide,
in terra ellenica, con il battesimo dei Giochi olimpici,
confusi con il mito di Ercole alle prese con le stalle di
Augia, ma inequivocabilmente costituenti la prima
organizzazione ufficiale. Numerose le date d'inizio delle
Olimpiadi: 1222, 1000, 884, tutte date prima dell'era di
Cristo, nessuna certa. Il primo grande atleta di cui si
hanno notizie certe fu Corebo di Elea di professione cuoco,
incontrastato dominatore delle gari veloci, che nel 776 a.C.
fu primo alle soglie di pietra di Olimpia dopo 192 metri di
gara.
Questa distanza, la più tradizionale, corrispondeva
all'incirca alla lunghezza della pista originaria ed era
denominata stadion; nei successivi anni olimpici furono
aggiunte altre distanze di corsa, il diaulos distanza doppia
dello stadion, e il dolichos, la cui misura variava dai 7 ai
24 stadi, rimanendo così nei limiti delle nostre prove
attuali di mezzofondo.
Nei Giochi olimpici del 708 a.C. venne inserita la prova più
complessa e difficile dell'antichità, il pentathlon, in cui,
assieme alla corsa ed alla lotta, erano fissate gare di
salto in lungo di lancio del disco e del giavellotto. Se
poco si conosce delle misure e delle prestazioni di quel
tempo, al contrario si sanno di alcuni particolari tecnici
estremamente interessanti. Ad esempio, nel salto in lungo
gli atleti si aiutavano nello slancio con degli speciali
manubri di piombo agganciati alle mani, gli alteres,
saltando, dopo aver battuto su un piano rialzato del
terreno, al di là di una buca. Il disco, che era normalmente
di legno o di bronzo, fin dall'inizio beneficò, con ampie
giustificazioni, data la bellezza degli assieme dei
movimenti, di un'attenzione superiore rispetto agli altri
lanci: artisti straordinari hanno lasciato all'attenzione e
all'ammirazione del mondo civile alcune opere, il discobolo
di Mirone, e il canto ventitreesimo dell'Iliade di
Omero:"Pose, ciò fatto, i premii alla pedestre corsa: al
primo un cratere ampio di argento, messo a rilievi, contenea
sei metri, né al mondo si vedeva vaso più bello."
Il getto del peso, o meglio il lancio della pietra, che come
forma di lancio era sicuramente precedente al disco e che
era in uso anche fra gli antichi egizi, viene citato come
prova competitiva a Troia e ad Olimpia. Del lancio del
giavellotto, specialità in cui l'originaria tradizione
guerriera si accoppiava splendidamente al rituale
agonistico, si sa che l'attrezzo, simile all'asta di guerra,
aveva nella zona mediana un laccio di cuoio, occorrente a
dare maggiore impulso al lancio ed una più facile precisione
di traiettoria.
Anche gli etruschi una delle civiltà più affascinanti ed
impenetrabili della storia, offrono enormi testimonianze
storiche, per quanto riguarda lo sport e le gare. La Tomba
dei carri o Tomba di Stackelberg datata al V secolo a.C.,
dal nome dello scopritore, a Tarquinia, ne è una
testimonianza. Viene raffigurato, un'immagine relativa al
salto con l'asta. La Tomba della scimmia, invece raffigura
il salto in lungo esercitato con l'aiuto dei pesi, e la
Tomba dei Giochi olimpici, raffigura, gare di corsa, salto
in lungo e lancio del disco e giavellotto. Straordinaria, in
un affresco del VI secolo a.C. della Tomba di Poggio al
Moro, che come raffigurazione mostra quattro corridori in
partenza. Gare di lunghezza insolita (ad
esempio i 300 m) sono corse molto di rado. Con l'eccezione
della corsa sul miglio, tutte le corse si svolgono su
distanze calcolate in metri.
Uomini e donne competono in gare separate e da qualche anno,
soprattutto nelle grosse competizioni internazionali, il
programma delle donne è identico a quello degli uomini. Le
uniche differenze sono costituite dall'altezza degli
ostacoli e delle siepi (che è più bassa per le donne), dal
peso degli attrezzi per i lanci (che è inferiore) e dal
numero di discipline presenti nelle prove multiple, dieci
(ovvero decathlon) per gli uomini, sette (eptathlon) per le
donne. Dal 2008 è stato inserito il decathlon femminile
nell'elenco ufficiale delle prove multiple IAAF.
* Corsa su pista:
o Velocità: gare su distanze fino a 400 m. Le distanze sono
i 100 m, 200 m e 400 m.
o Mezzofondo: gare su distanze tra gli 800 m e i 3.000 m
piani, in particolare 800 m, 1.500.
+ Siepi - una corsa nella quale i corridori devono superare
ostacoli detti siepi e riviere con l'aggiunta di una pozza
d'acqua (la principale distanza su cui si corre questo tipo
di gara è 3.000 m).
o Fondo: gare su distanze dai 5000 m in su. Le gare sono i
5.000 m e i 10.000 m.
o Ostacoli: 110 m ostacoli (100 m per le donne) e 400 m
ostacoli.
o Staffette: 4 x 100 m, 4 x 400 m.
* Corsa di lunga distanza: gare condotte su strada, ma
spesso con finale su pista. Distanze comuni sono la mezza
maratona (21,097 km) e la maratona (42,195 km). Le gare
possono svolgersi su circuito o anche avere il punto di
arrivo diverso da quello di partenza.
* Marcia: di solito si svolge su strada. Le distanze sono 20
km e 50 km.
* Lanci
o Getto del peso
o Lancio del disco
o Lancio del giavellotto
o Lancio del martello
o Lancio del vortex
* Salti in elevazione
o Salto con l'asta
o Salto in alto
* Salti in estensione
o Salto in lungo
o Salto triplo
* Prove Multiple
o Eptathlon
o Decathlon
Le gare di corsa si dividono in campestri, corsa in montagna
e su pista. Rispetto alla distanza si dividono in gare di
velocità e gare podistiche, che comprendono sia corse su
pista (fondo e mezzofondo) che campestri (maratona e
marcia). Le tecniche di allenamento differiscono
sostanzialmente in base alla distanza, e di conseguenza i
sistemi muscolari degli atleti sono decisamente
specializzati. Anche le scarpette presentano differenze
sostanziali in funzione della distanza, del terreno, del
peso ed eventualmente dello stile di corsa, in quanto devono
assorbire i microtraumi derivanti da ogni battuta del piede
sulla superficie.
* Corse 100 - 200 - 400 metri
o Ad ogni atleta viene assegnata una corsia da cui non può
uscire procurandosi vantaggi o ostacolando gli avversari,
fino al traguardo.
o Gli atleti non possono in alcun modo toccarsi od
ostacolarsi uno con l'altro. Se un atleta invade una corsia
che non è la sua, viene squalificato.
o Ad ogni atleta che parte dai blocchi di partenza prima
dello sparo o entro un decimo di secondo da esso viene
assegnata una partenza falsa. Con il nuovo regolamento ogni
atleta che effettua una partenza falsa dopo la prima viene
direttamente eliminato anche se non era il fautore dalla
prima partenza falsa.
o Nelle corse di 200 e 400 metri, poiché si svolgono anche
in curva, viene assegnato alle corsie più esterne il così
detto "decalage" cioè la partenza più avanzata di alcuni
metri rispetto le corsie più interne in modo che ogni atleta
possa percorrere una distanza uguale indipendentemente alla
corsia in cui si trova.
* Corsa 800 metri
o La corsa degli 800 metri si svolge su 2 giri di pista;
ogni concorrente deve rimanere nella corsia assegnata per i
primi 100 metri, dopo la prima curva (segnalata da delle
bandiere poste all'inizio del rettilineo opposto a quello di
arrivo) ogni atleta può andare a correre in qualsiasi corsia
desidera (è chiaro che tutti si spostano in prima corsia,
cioè quella che permette di fare meno distanza possibile
essendo quella più interna alla pista)
o Il regolamento per le partenze false è uguale a quello
delle gare di corsa veloci
* Salto in lungo
o Ogni atleta deve saltare prima e non oltre la linea di
stacco (una linea posta prima della buca di sabbia)
o Il vincitore è l'atleta che percorre una distanza maggiore
dalla linea di stacco fino alla buca di sabbia, tra tutti i
salti che effettua l'atleta si considera solo il più lungo
che esso compie.
o Ogni atleta ha a disposizione 3 salti (vengono anche
chiamate "prove"), più tre salti detti "di finale" per gli
atleti che nei salti "di qualifica" hanno ottenuto la
distanza maggiore.
o Ogni atleta può fare il suo salto entro un minuto dal
momento di inizio del suo turno di salto
o Ogni salto viene misurato dalla linea di stacco al punto
di atterraggio più vicino a questa, sempre in modo
perpendicolare rispetto all'asse di battuta. |