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Il barone Pierre De Coubertin alla fine
XIX secolo ebbe l'idea di organizzare dei giochi simili a
quelli dell'antica Grecia, e quindi preclusi al sesso
femminile, ma su questo punto non venne ascoltato. La prima
Olimpiade dell'era moderna si svolse ad Atene nel 1896. A
partire dal 1924, vennero istituiti anche dei Giochi
Olimpici invernali specifici per gli sport invernali. In
più, esistono anche le Paralimpiadi, competizioni fra
persone diversamente abili. A partire dal 1994 l'edizione
invernale non si tiene più nello stesso anno dell'edizione
estiva, ma sfasata di due anni.
La bandiera olimpica raffigura cinque anelli intrecciati in
campo bianco. I colori scelti sono presenti nelle bandiere
di tutte le nazioni, quindi la loro combinazione simboleggia
tutti i Paesi, mentre l'intreccio degli anelli rappresenta
l'universalità dello spirito olimpico.
Come afferma lo stesso CIO, è errato credere che il colore
di ciascun cerchio stia a rappresentare un determinato
continente.
Il motto dei Giochi olimpici è Citius, altius, fortius,
ovvero "Più veloce, più alto, più forte".
La prima Olimpiade si svolse nel 776 a.C. ad Olimpia.
All'inizio era essenzialmente una manifestazione locale e
veniva disputato unicamente lo stadion, un'antica gara di
corsa, parte dei Giochi Olimpici e dei Giochi Panellenici.
Successivamente si aggiunsero altri sport e i Giochi
arrivarono a comprendere corsa, pugilato, lotta e
pentathlon.
Da quel momento in poi, i Giochi divennero lentamente sempre
più importanti in tutta la Grecia antica, raggiungendo
l'apice nel VI secolo a.C. e nel V secolo a.C.. Le Olimpiadi
avevano anche un'importanza religiosa, in quanto si
svolgevano in onore di Zeus, una statua del quale si trovava
ad Olimpia. Il numero di gare crebbe a venti, e le
celebrazioni si estendevano su più giorni. I vincitori delle
gare erano ammirati e immortalati. I Giochi si tenevano ogni
quattro anni e il periodo tra le due celebrazioni divenne
noto come Olimpiade. Per tutta la durata dei giochi (tre
giorni) venivano sospese le guerre in tutta la Grecia:
questa tregua era chiamata Tregua Olimpica Ekecheiria. I
greci usavano le Olimpiadi come uno dei loro metodi per
contare gli anni.
La partecipazione era riservata a greci liberi che potessero
vantare antenati greci. La necessità di dedicare molto tempo
agli allenamenti comportava che solo i membri delle classi
più facoltose potessero prendere in considerazione di
partecipare[1]. Venivano esclusi dalla partecipazione gli
schiavi, i barbari, gli omicidi, i sacrileghi e le donne.
Addirittura le donne non solo non potevano gareggiare ma non
potevano neanche assistere alle gare. Si narra che una volta
(nel 724 a.C.) la madre di un atleta, tale Kallipateira di
Rodi, si fosse travestita da allenatore per poter assistere
alle gare del figlio. Ella venne però scoperta e da allora
si decise di obbligare atleti e allenatori a presentarsi
nudi alle gare in modo da non avere dubbi sul loro sesso.
I Giochi persero gradualmente importanza con l'aumentare del
potere Romano in Grecia. Quando il cristianesimo divenne la
religione ufficiale dell'Impero Romano, i Giochi Olimpici
vennero visti come una festa "pagana", e quando nel 393
accadde la strage di Tessalonica nello stadio in cui si
svolgevano le gare, l'imperatore Teodosio I (persuaso dal
vescovo di Milano Ambrogio, inorridito per la strage) li
vietò, ponendo fine a una storia durata 1000 anni.
Ad ogni modo, i Giochi Olimpici non morirono. Già nel XVII
secolo un festival sportivo che prendeva il nome dalle
Olimpiadi si teneva in Inghilterra. Nei secoli seguenti
eventi simili vennero organizzati in Francia e in Grecia, ma
si trattava di manifestazioni su piccola scala e sicuramente
non internazionali. L'interesse nella rinascita dei Giochi
Olimpici crebbe quando le rovine dell'antica Olimpia vennero
scoperte da degli archeologi tedeschi alla metà del XIX
secolo.
Contemporaneamente un barone francese, Pierre de Coubertin,
cercava una spiegazione alla sconfitta francese nella guerra
franco-prussiana (1870-1871). Giunse alla conclusione che i
francesi non avevano ricevuto un'educazione fisica adeguata,
e si impegnò per migliorarla. De Coubertin voleva anche
trovare un modo di avvicinare le nazioni, di permettere ai
giovani del mondo di confrontarsi in una competizione
sportiva, piuttosto che in guerra. E la rinascita dei Giochi
Olimpici avrebbe permesso di raggiungere entrambi gli
obiettivi.
De Coubertin presentò in pubblico le sue idee nel giugno
1894 durante un congresso presso l'università della Sorbona
a Parigi. Il 23 giugno, ultimo giorno del congresso, venne
deciso che i primi Giochi Olimpici dell'era moderna si
sarebbero svolti nel 1896 ad Atene, in Grecia, la terra dove
erano nati in antichità. Fu fondato il Comitato Olimpico
Internazionale (CIO) per organizzare l'evento, sotto la
presidenza del greco Demetrius Vikelas.
Lo Stadio Olimpico del 1896.
Le prime Olimpiadi dell'era moderna furono un successo. Con
quasi 250 partecipanti, fu per l'epoca il più grande evento
sportivo internazionale mai organizzato. La Grecia chiese di
diventare sede permanente di tutti i futuri Giochi Olimpici,
ma il CIO decise che le Olimpiadi avrebbero dovuto essere
organizzate di volta in volta in una nazione diversa. Le
seconde Olimpiadi furono assegnate a Parigi, Francia.
Dopo il successo dell'edizione iniziale, le Olimpiadi
attraversarono un periodo di crisi. Le due edizioni del 1900
a Parigi e del 1904 a Saint Louis furono organizzate come
semplice corollario alle Esposizioni Universali che si
tennero in quegli anni nelle due città. La concomitanza con
una manifestazione così importante limitò notevolmente la
risonanza dell'evento olimpico. Soprattutto nell'edizione
del 1904, la partecipazione internazionale fu molto ridotta,
al punto che circa l'80% degli atleti era americano.
Nel 1906, per celebrare il 10° anniversario della prima
Olimpiade moderna, i greci organizzarono i Giochi
Panellenici ad Atene, competizione in diretta concorrenza
con quella di De Coubertin. Ci fu ampia partecipazione
internazionale, e grande interesse di pubblico. Anche se non
vengono tuttora riconosciuti nella cronologia ufficiale
delle Olimpiadi, i Giochi del 1906 contribuirono ad
accrescere la popolarità delle Olimpiadi.
De Coubertin replicò all'organizzazione da parte dei greci
dei Giochi Panellenici scegliendo come sede della IV
Olimpiade Roma, rinnovando così il dissidio tra Roma e
Atene, le due grandi potenze del mondo antico. Ma l'Italia
declinò per problemi economici e De Coubertin ripiegò su
Londra. Olimpiadi
invernali Quando venne fondato
il CIO, anche il pattinaggio su ghiaccio venne proposto come
sport olimpico. Le prime gare di pattinaggio di figura si
svolsero nelle Olimpiadi del 1908 a Londra. La proposta di
un'Olimpiade invernale separata fu bocciata dai paesi
scandinavi, che davano la preferenza ai loro Giochi Nordici.
Gli sport invernali continuarono quindi ad essere inseriti
nel programma delle Olimpiadi estive del 1916 (cancellate a
causa della prima guerra mondiale) e del 1920.
Nel 1924 alle Olimpiadi estive di Parigi fu abbinata una
Settimana degli sport invernali a Chamonix, Francia. Visto
il grande successo della manifestazione, l'anno dopo il CIO
istituì i Giochi olimpici invernali separate dai Giochi
olimpici estivi. Secondo il regolamento del CIO, tutti gli
sport inseriti nel programma olimpico invernale devono
svolgersi sul ghiaccio o sulla neve.
Nel 1926, con effetto retroattivo, la Settimana di Chamonix
fu riconosciuta come Prima Olimpiade invernale.
Fino al 1992, i Giochi Olimpici invernali ed estivi si
svolgevano nello stesso anno. Per ottenere una maggiore
esposizione dell'evento olimpico, e per consentire ai
comitati olimpici dei vari paesi di ripartire meglio le
spese, nel 1996 fu deciso di separare i due eventi, e di
"sfasare" le Olimpiade Invernale di due anni rispetto a
quelle estive. Nel 1994, a soli due anni dall'edizione
precedente, le Olimpiadi invernali si tennero per la prima
volta in un anno diverso da quelle estive. |